ANCONA MATELICA-OLBIA
Ancona Matelica (4-3-3): Avella; Tofanari, Iotti (61’ Bianconi), Masetti, Di Renzo; D’Eramo (61’ Iannoni), Papa (61’ Gasperi), Delcarro; Del Sole (87’Rolfini), Moretti, Sereni (87’ Faggioli); a disp: Vitali, Canullo, Calcagno, Noce, Vrioni, Maurizii, Sabattini, Ruani. All: Gianluca Colavitto.

Olbia (4-3-1-2): Ciocci; Arboleda, Emerson, Brignani, Travaglini (63’ Pisano); Lella ( 63’ Chierico), Giandonato (63’ La Rosa), Palesi; Biancu (76’ Occhioni); Ragatzu, Udoh (91’ Demarcus); a disp: Vand der Want, Boccia, Renault, Mancini, Pinna. All: Max Canzi.
Arbitro: Adolfo Baratta di Rossano Calabro
Reti: 53’ e 66’ Moretti; 68’ Ragatzu.
Note: angoli 8-2 per AM; amm.: D’Eramo, Papa, Arboleda, Udoh, Giandonato, Chierico; espulsi: Palesi al 55’ per doppio giallo; all’86’ Moretti per atto violento su La Rosa, la Rosa per aver provato a sollevare Faggioli  a terra dopo un contrasto ai suoi danni.

Dice: Bisogna saper perdere!
E, davvero in questi lunghi anni, ad Olbia abbiamo avuto mille occasioni per dimostrare di saperlo fare ed anche con assoluta dignità.
Mah, stavolta?!?
Come si fa a spiegare questa batosta cretina, dopo una gara così folle?
Quanta razionalità, c’è in un secondo di pura stupidità?
A saperlo, avremmo capito il perché di questa autoflagellazione “costruita” da un’Olbia che, dopo aver domato (senza peraltro brillare) un avversario abbastanza confuso e inconcludente, decide di regalarsi attimi di pura follia calcistica, nei due uomini chiave della sua roccaforte difensiva.
Per una cinquantina di minuti, una partita soporifera e senza alcun sussulto, e che sembrava presagire un monotono e insignificante 0-0, si accende grazie a fasi di gioco e “paperissime” che, probabilmente, finiranno nelle settimanali “prese per il culo” di Cristiano Militello.
Al 53’ il solito lento e stucchevole “palla-pallina” tra Ciocci e di due suoi centrali difensivi, restituisce il pallone sui piedi di Ciocci che, più per stoltezza che per inesperienza, non sapendo cosa fare, omaggia il tapin a Moretti per insaccare il primo svantaggio.
Una dozzina di minuti dopo, a fare la cazzata, ci pensa Borges Emerson che, più per stoltezza che per anzianità, non sapendo cosa fare di meglio, regala, anche lui, il pallone di cui è in possesso a Del Sole che ripartendo verso il raddoppio, ha tempo, acume e prontezza per apparecchiare l’assist a Moretti che, sempre tutto solo, impalla facilmente Ciocci.
La storia di questa auto flagellazione è tutta qui.
Due responsabili, due polli storditi, che al momento topico abbandonano la loro lucidità sportiva, consentendo all’Ancona-M. di farsi passare  (grazie a quel quarto d’ora di nostro annebbiamento) per una corazzata di primo piano e di scambiare, un modesto centravanti come Moretti, per un bomber da cineteca. 

Poca lucidità e stoltezza nei nostri “autogol”, altrettanta dabbenaggine nella inaccettabile “resa caratteriale” che ci ha portato a subire (da un arbitro comunque scarsissimo e maldestro) una caterva di ammonizioni, due espulsioni e un nervosismo, comunque, fuori misura.
Il fatto è che, a ben vedere, siamo sembrati noi la matricola del girone, inesperti e indecisi ed a loro rimangono i 3 punti e la soddisfazione di non aver rubato niente, semplicemente perché siamo stati noi a regalargli l’ingresso nel nostro forziere
.

Purtroppo inutile l’ennesimo gol di Ragatzu (il 49° in 132 partite) che adesso occupa la quinta posizione nella graduatoria di tutti i tempi tra i goleador bianchi; Danielinho, che è comunque l’unico tra i cinque alfieri storici, ad aver segnato tutti i gol in serie C, adesso ha nel mirino “Pelè” Marongiu che di reti ne ha segnate 57 in 331 partite.
Da segnalare anche l’occasione d’oro fallita, questa sì per poca esperienza, dal “pattadeseDemarcus, bravo a farsi trovare al posto giusto dietro le linee avversarie, ed a “concedersi” un bellissimo pallone, purtroppo, scaraventato alto. Eravamo al 91’ e, se fosse stato anche bravo a colpire il bersaglio, persino la brutta Olbia di oggi avrebbe pareggiato, e lui avrebbe avuto diritto ad un principesco tappeto rosso, all’arrivo al Costa Smeralda.
Invece, no… Abbiamo perso e siamo stati proprio noi a sfasciarsi la testa.
Ad Majora e, speriamo, mai più come Oggi….
Simprie.