RISCHIAMO DI USCIRE DAI PLAYOFF….

MA ANCHE NO!!!

Olbia-Entella 0-2
Olbia: Piga, Pilo, Ciaddu, Cusumano, Cancellieri, Mula (86′ Scanu), Corda, Melgari (70′ Derosas), Occhioni, Floris (70′ Di Paolo), Demarcus. A disp.: Achenza, Chessa, Soro, Demurtas, Cano, Vitiello. All.: Riccardo Testoni Entella: D’Amora, Lai, Bonini, Lipani, Reale, Nagy, Brunozzi, Andreis, Petrovic, De Rigo, Vianni. A disp.: Laganaro, Garbarino, Nardelli, Scognamiglio, Renzone, Meazzi, Sakhi, Costa, Testore, Paonessa, Verardo, Chiariaco. All.: Gianpaolo Castorina
Arbitro: Gianluca Collu (Cagliari).
Reti: 49′ Petrovic, 60′ Vianni 

Luogosanto, turisticamente parlando, è uno dei borghi più “ameni” e deliziosi della Gallura, essa stessa perla Turistica di fama mondiale. Calcisticamente parlando, però è dislocata… “a su corru mannu”, come direbbe il linguaggio avito dei nostri padri. Che c’azzecca far giocare i nostri ragazzi così lontano, limitando di fatto il calore e la forza dei propri sostenitori in una giornata, lunedì scorso, lavorativa?
La giustificazione sarebbe che il Nespoli “non si tocca” in quanto destinato a migliori occasioni?
Che poi, sarebbe l’ultima di campionato  con Vercelli.
Forse, e non sottolineo il forse, qualcuno ha “sottovalutato” l’importanza di quel che i ragazzi del nostro vivaio si stanno giocando, a livello nazionale. Concorrere per il primato assoluto nell’elite nazionale della Berretti italica è qualcosa che, a mio avviso, va ben al di là di una “ipotetica” (e comunque miseramente fallita) comparsata tra i play off della serie C.
Di sicuro, questo atteggiamento di “sufficienza”, non lo ha avuto l’Entella la nostra avversaria che, proprio a Luogosanto ce le ha suonate per la seconda volta su tre, in questa stagione, giocata alla grande dai bravissimi virgulti di Riccardo Testoni.
La squadra ligure, ha giocato, due campionati diversi e distinti: quello della prima squadra e quello della Berretti.
Entrambi per vincerli.
Che poi ci riesca, può anche essere che no… però così è stato.
Visto che non solo l’età media (25,91) del suo roster, rispetto al nostro 22,20, ma anche la maniera di utilizzo delle giovani leve è stata diametralmente opposta alla nostra.
Dalla Berretti, una buona parte, sono “sempre” stati chiamati solo a “completare” la lista delle gare ufficiali della prima squadra.  È così che i vari Lipani, Nagy, Vianni, Petrovic, Bonini, De Rigo, Brunozzi, Costa, Meazzi etc. si sono avvicinati al palcoscenico principale, persino con qualche apparizione sporadica: in totale 23 spezzoni di presenze, per 901 minuti complessivi, la metà dei quali appannaggio di Tomi Petrovic, un ’99 basso, nato a marzo di quell’anno a Tolosa in Francia, ma di passaporto croato, 10 gol in Berretti, l’ultimo a… Locusantu.
Novecento minuti complessivi sono all’incirca 1/4 del totale maturato dal solo Biancu in due anni di serie C. Lo sforzo per costruire una Berretti vincente è stato, per così dire, scientifico: poche, ma sempre mirate, “comunicazioni” tra la prima squadra e la Berretti. Dopo Petrovic (come detto, il più coccolato dalla prima squadra), c’è anche Samuele Vianni (2001) il goleador della Berretti 12 reti in tutto, di cui 2 in prima squadra, coppa Italia contro Arezzo e, perché dimenticarsene, sono ben 4 i gol contro di noi.
Diametralmente opposto il nostro atteggiamento.
Visto che i migliori elementi del potenziale squadrone della Berretti li abbiamo catapultati in prima squadra, senza alcun contatto o scambio tra le due realtà. o meglio, uno c’è stato; ogni riferimento a Cusumano (presenza in Coppa Italia e poi dirottato permanentemente in Berretti) è puramente casuale. Ma una rondine non fa primavera, ed è così che i nostri millennials (Bellodi, Biancu, Pitzalis, Caligara, Maffei) li abbiamo sempre tenuti lontani dalle “tenzoni” del campionato Berretti.
Ma adesso, adesso che ci rimane solo una pallida chance di risollevare le nostre sorti da una esclusione dai playoff nazionali che senso ha fare gli schizzinosi e non rinforzare le nostre “batterie”?
Del nostro girone siamo in 4 (Entella, Novara, Arezzo e Noi) a giocarci i sedicesimi di finale. Inutile ricordare che, tra le quattro, siamo Noi l’unica società che non ha mai conosciuto né la serie A né la B.
L’occasione è ghiotta, storicamente e qualitativamente UNICA.
E non mi si venga a raccontare che i giovani titolari della Berretti potrebbero rimanerci male se lasciassero per una volta il posto a un coetaneo più esperto. Perché da un lato questi “travasi” sono sempre avvenuti nella storia (anche nostra) delle gare importanti (con la memoria ricordo persino capitan Misani nella De Martino del tempo che fu), ma soprattutto questa “commistione” fa crescere i giovani meno esperti, visto che giocare a fianco dei loro coetanei che hanno nella propria dotazione più “materiale agonistico”, non può che far bene ad entrambi.
Eppoi, ma solo per pura ipotesi, si può anche rischiare di… passare il turno.
E non vedo, in questo che … male ci sarebbe.
Mi scuso, se non ho parlato della sconfitta con Entella, come detto, la seconda, oltre a un pareggio, in tre gare, non per cattiveria o incazzatura ma soltanto perché, molto più semplicemente non l’ho vista…

E già, io non ero a Luogosanto.

Con affetto ed una immenso GRAZIE a TUTTI i nostri ragazzi, comunque vada,
Tore