Capitolo-2
Nella sua prima stagione al Nespoli, il suo ingresso definitivo nell’11 titolare, arriva gradatamente visto che dopo l’esordio nel finale con Pro Piacenza, gli vengono concessi 25’ finale con Lupa Roma in trasferta e 28’ col Livorno in casa. Non viene convocato nella 7ª giornata nella trasferta persa (2-1) col Piacenza, proprio perché si sta riprendendo dal brutto infortunio di Rimini.
All’ottava giornata al Nespoli contro la Giana Erminio, Daniele è ancora in panchina, ma dopo un disastroso primo tempo (0-2 per loro con reti di Okyere e Bruno nei primi 15’ minuti… comincia ad affacciarsi la LEGGENDA di cui proviamo a raccontare le… Gesta. Riprendo integralmente una parte dell’articolo scritto in quel 9 ottobre del 2016:
«In campo ed in panchina ci abbiamo messo almeno 46’ di gioco ed un quarto d’ora di “riflessione” nell’intervallo, per capire che con quel 3-4-1-2 loro erano costantemente in superiorità numerica in mezzo e sulle fasce, del rettangolo di gioco. E così gente come Marotta al centro ed Augello sulla sinistra, sembravano extraterrestri in missione pedagogica in terra di facile conquista. Noi semplicemente, non c’eravamo. L’Uno peggio dell’Altro.
Poi, nella singolar tenzone entrò un Ragatzu. Non una Pedina qualsiasi, ma proprio Un Ragatzu. Fuori dagli schemi e perciò stesso, finalmente, a ramengo il melenso ed infruttuoso Tiki-Taka, per un più proficuo ed interessante: Tiro al bersaglio grosso. E che si trattasse di bersaglio grosso comunque piuttosto difficile da trapassare, lo abbiamo capito dal primo minuto, con quel tale Viotti Sergio, 26enne di Brescia, padrone assoluto della propria area di pertinenza. Ogni palla aerea la sradicava dalla testa dei nostri; ogni palla a terra la arpionava con anticipi e coraggio degni di un portiere di grande caratura. Nessun colpo di culo, ma solo classe pura, quando ancora lui, smanaccia in strakeout persino il rigore del Ragatzu di cui sopra. Alla fine però tre colpi buoni (Ball) con Geroni (assist Ragatzu), Piredda (assist Ragatzu) e Capello (assist Geroni), chiudono i conti anche con il superViotti. E si torna a sorridere, si rivedono sole e cielo, si ricomincia a sognare quel che potremmo essere solo se… la smettessimo di essere, ogni tanto, quello che NON SIAMO».
UN rigore, procurato e fallito, 2 assist decisivi, un 3-2 finale che ci dette subito la certezza di avare tra le nostre fila un Calciatore fuori categoria che ci riconcilierà con la passione per lo sport più bello del mondo.
Da quella gara diventa, a tutti gli effetti, Titolare indiscutibile e padrone assoluto della sua e della Nostra Leggenda.
2.Continua


