C’eravamo Tanto… Pareggiati, ma poi
ci siamo persi di vista.


Le uniche quattro gare nella storia, tra Noi ed il Fiorenzuola, datano tutte nel biennio dal 1991 al 1993.
Cominciammo male, alla prima gara di campionato della C2 girone A, quando l’8 settembre del 1991 giocammo la sfida in trasferta sul “Pavesi” di Fiorenzuola d’Arda.
In panchina loro avevano un ex attaccante Francesco Busatta, a suo tempo punta di prestigio nel Catanzaro e Verona, e con noi iniziava la sua seconda vita da mister Sergio Bagatti, attaccante di vaglia anche lui, ma si sicuro colui che sarà il più longevo della nostra storia centenaria.

Perdemmo quella gara, arbitrata da un giovane arbitro di prestigio Massimo De Santis, per 2-1, con gol di Giovanni Rossi, forte e veloce punta toscana che, in una carriera ventennale tra le serie C e B mise a segno un centinaio di reti in oltre 440 gare.
Per Rossi, quella fu la prima con il Fiorenzuola, con cui giocò per 3 stagioni, segnando 21 gol in 93 partite e contribuendo con 13 reti, nella stagione 1992-93, da capocantiere, alla promozione in C1 dei rossoneri.
Il secondo marcatore degli emiliani in quella gara fu Massimo Pavanel, anche lui protagonista assoluto in quel biennio della meritata promozione in C1, ed oggi allenatore di prestigio in serie C.

Per noi segnò, al suo esordio, un giovane attaccante sassarese di 21anni, appena reduce da una eccellente stagione con la Nuorese in interregionale (31 le sue presenze,  condite da 5 gol).
Il suo nome ed il suo talento Stefano Udassi, tuttora in grande spolvero nel mondo de calcio isolano, in quanto artefice principale della rinascita “torresina”, fruttarono all’Olbia 39 presenze, 4 gol, in una stagione e mezza, visto che a gennaio del ’92 iniziò il primo quinquennio anglonese, col Castelsardo in CDN,  in cui disputa 136 gare segnando 69 reti; per poi approdare alla SUA Torres dove, in due stagioni di C2 e quattro di C1, timbra 197 presenze e segna 51 reti.
Le altre 3 sfide tra di Noi, nell’Olbia il mister era Luigino Vallongo nel Fiorenzuola  Giorgio Veneri, finirono tutte con gli “occhiali”, reti bianche, insomma zero a zero, nulla di fatto sia per noi che per loro. 
Per quel che riguarda gli incroci di maglie, tra i protagonisti delle Nostre Storie Calcistiche, partiamo subito dalla più importante di tutte, quantomeno per la sua stretta ed incombente attualità.
Roberto Occhiuzzi nostro mister “incaricato” di riportarci ai playoff, come calciatore, dopo aver svernato soltanto in formazioni del suo entroterra natio (Cosenza, Catanzaro, Gela, Castrovillari) tra la B e la C2, nel gennaio del 2002 viene chiamato a sostenere la causa (purtroppo non andata a buon fine) della salvezza del Fiorenzuola, allenato nel girone di ritorno da Marco Buozzi subentrato a Querin.
Il Fiorenzuola perderà la categoria retrocedendo in serie D, dopo il doppio spareggio playout con Trento (0-1 in casa, 1-1 fuori), ritrovandola dopo venti anni nella passata stagione, che poi è quella del centenario della società, sempre con Tabbiani in panchina.

In quella amara esperienza, il nostro mister conosce un ragazzo di Olbia, Roberto Balzano che, in quel Fiorenzuola gioca per tutta la stagione (23 partite ed 1 gol), riassaporando, dalla stagione successiva, le maglie della sua città (l’Olbia prima, il Tavolara subito dopo) e della sua terra (Macomer, Budoni, Golfo Aranci, Nuorese) ed ancora Olbia nell’Eccellenza nel 2011-12, l’anno del “risorgimento” dopo la mancata inscrizione alla C2.
Riccardo Balzano, con l’Olbia ha disputato complessivamente 24 partite.
Anche Alessandro Testaferrata, nostro portiere nel 1997-98, l’anno del Trapani e di Alario, dopo 36 gare e 45 gol subiti, tentò la sorte col Fiorenzuola l’anno successivo passandoci solo di “transito” (2 sole gare, 0 gol) per passare al Giugliano in C2 (26 gare, 23 reti subite).
Altro incrocio degli anni più recenti… Davide De Angelis nato nell’87 ad Abbiategrasso, hinterland milanese, arrivò ad Olbia nella “fase di ristrutturazione” del primo anno di Marino, l’anno della promozione.
Fu uno dei tantissimi rinforzi (Cossu, Dametto, Piredda, Caboni, Geroni, Pinna ed altri) che, dopo l’esonero di Biagioni  e l’arrivo di Michele Mignani, ci restituirono la tanto agognata serie C.

De Angelis che, arrivava dal Lecco, fece solo 8 presenze, compreso lo spezzone dei minuti finali nel playoff di Grosseto, è comunque uno dei pochi “incroci” nella storia calcistica tra l’Olbia e il Fiorenzuola. Con i rossoneri infatti, sempre in serie D aveva giocato nel 2011 disputando 19 partite.
Due note a margine, di questa sfida, la prima riguarda le buone notizie sulle condizioni stabili di Nicola Anelli, rimasto traumaticamente infortunato nella prima mezzora della gara di Coppa Italia contro la lucchese che, sarà ripresa mercoledì 12 ottobre, in continuità dal 21’ in cui è stata sospesa.
Il giovanissimo calciatore cremonese subirà un’operazione per la riduzione della frattura scomposta del setto nasale, e potrà rientrare nella sua piena efficienza fisica.

Va detto che qualora il Fiorenzuola superi la Lucchese, nella sfida di Coppa, sarà la nostra prossima avversaria; in caso contrario incontreremo il Piacenza che ha eliminato la Pro Vercelli.
Infine una simpatica nota tutta di Color Biancolbiese, tra i convocati del Fiorenzuola.
Tra loro c’è anche un giovane, uno dei tanti nella giovanissima schiera a disposizione di Tabbiani, che ha per Noi un Valore Inestimabile.

Olbia – ivrea 2-0


Parliamo di Christian Sussi, figlio del mitico Andrea, tornante di fascia sinistra nella OlbiaBELLISSIMA della stagione 2007-2008.
Lui, Andrea Sussi (nella foto) arrivò ad Olbia nel novembre, carico di glorie e prestigio conquistato sui campi del grande calcio, per rinforzare una squadra che, con l’arrivo di  Rosolino Puccica, dopo il doppio esonero di Pochesci e Ferrario, divenne una perfetta macchina di spettacolo calcistico, deliziandoci con un gioco a tutto campo, con ritmo, eleganza e concretezza davvero ineguagliabili, bravo i difesa superlativo in avanti.

Era l’Olbia dell’uno-due di Palumbo alla Torres, arrivato con una prestazione ed un predominio assoluto per tutta la durata dell’incontro e con assist decisivo di Sussi. Era l’Olbia dei Facchin, Gilardi, Cirina, Testa, Soro, El Kamch, Bordacconi, Volpe, Palumbo e, soprattutto, di Andrea Sussi, il più forte tornante sinistro che si sia mai visto al Nespoli, dotato di un mancino potente e preciso che faceva impazzire le difese avversarie.
Sussi rifiutò la offerta dell’Olbia, per la riconferma nella stagione successiva che ci portò ai playoff, perché aveva deciso di smettere col calcio giocato e di iniziare la carriera di allenatore, soprattutto nelle categorie giovanili. Salutiamo con estremo piacere suo figlio Christian, augurandogli di ricalcare, con la stessa classe e la stessa compostezza di uomo e di atleta, il carisma del NOSTRO amatissimo Andrea.
Buona partita a Tutti,
Tore Zappadu