Un pari sofferto…
post partita Inatteso e
(lo speriamo) Unico
OLBIA-VALMONTONE 1-1
Olbia (4-4-2): Perrone; Putzu, Buschiazzo, Lucarelli, Lobrano; Moretti (52’ Islam), Maspero (78’Cabrera-89’ Modesti), Biancu (71’ Mameli); Deiana Testoni (58’ Furtado); Ragatzu; a disp: Viscovo, Sotgia, Marrazzo, Perrone M.
Valmontone (4-2-3-1): Ymga; Bailo, Valentini, Virdis, Molinari; Favo, Marconato; El Bakhtaoui (70’ Gallo), Polletta (5’ Civello), Bertoldi (85’ Di Marco); Roberti (70’ Cuolibaly); a disp. Di Nezza, Tarantino, Conte, Mikhaloskiv; all. Luca Tiozzo.
Arbitro: Cataldo Zito di Rossano
Reti: al 3’ Roberti; al 60’ Furtado.
Note: angoli 1-4; al 4’ espulso il portiere Ymga per fallo da ultimo uomo su Deiana Testoni, Civiello, che rileva Polletta) lo sostituisce in porta; al 89’ espulso Putzu per doppia ammonizione; amm. Valentini; rec. +2+4.
In un pomeriggio di caldo sole estivo, nel “troppo” brullo campo del Nespoli è successo di tutto. Nei primi tre minuti, sulla destra della zona mare, Bertoldi si invola più che indisturbato e crossa per la testa di Roberti per il repentino vantaggio dei giallorossi.
Neppure il tempo di rimettere la palla a centrocampo che su un filtrante di Ragatzu, l’esordiente Deiana Testoni superando l’avversario si costruisce una invitante palla gol, ma viene steso dall’uscita sconsiderata di Ymga. Inevitabile cartellino rosso per il portiere ospite, nonostante le concitate proteste degli ospiti. con due minuti di gioco fermo, comunque recuperati dall’arbitro.
Con la sostituzione forzata tra i pali di Civiello, Polletta il sacrificato di turno, ricomincia un’altra partita… che non ti attendi. Perché in attesa del forcing, gli ospiti fanno davvero quello che vogliono. Noi fatichiamo a costruire gioco, mentre gli avversari lo creano e mettono in seria difficoltà la difesa bianca, dove Santino Perrone (il 2007 all’esordio da titolare) se la cava da veterano con almeno un poker di interventi che evitano la sconfitta, risultando assieme a Romolo Putzu tra i migliori in maglia bianca.
Nel secondo tempo l’Olbia prova a cambiar registro, ma idee, fiato e gambe latitano viste le condizioni (solo 2 settimane scarse di preparazione precampionato) fino al ritorno in prima fila di Furtado, il nuovo arrivo di rientro che, con la stazza fisica (ancora da limare il suo peso forma) e le indubbie capacità tecniche, in due minuti fa ribollire la platea olbiese, entrando in porta con una sicurezza ed una classe che fanno sperare per il futuro prossimo di questa generosissima Olbia.
Anche oggi (10 millennials schierati contro i 5 dei laziali) le carenze nella preparazione, le difficoltà nel costruire una rosa agli ultimi minuti del mercato, si fanno sentire; ma la panchina esperta di Favarin ed il valore potenziale di questi ragazzi non possono che indurre all’ottimismo.
Ad Majora Ragatzi,
Simprie
Dopo la mia consueta sintesi di quel che accaduto in campo, voglio dare anche io, come hanno fatto altri colleghi, il mio contributo alla sceneggiata messa in mostra da un signore che si chiama Luca Tiozzo che, dopo gli eccezionali trascorsi sulle grandi piazze del calcio italico, si è seduto a “miracol mostrare” sulla poltroncina della Conferenza stampa al Nespoli, a fine partita di fronte ai giornalisti. Saccente, sicuro di sé e sfrontatamente sprezzante alla prima domanda del collega Cuccuru “Mister cosa pensa di questo 1-1 finale?” ad un momentaneo silenzio (forse per riavvolgere il nastro della gara finita) seguiva uno sproloquio degno dei bassifondi dell’antica suburra romana: “ma che domande sono queste?”; “io non sono mica come voi che corrette dietro alle pecore”; “io educatamente vi ho detto buonasera e voi manco mi rispondete e fate queste domande”; “voi non so neppure chi siete, io sono di sicuro allenatore, ma voi dimostratemi che siete giornalisti”… eppoi dopo le nostre rimostranze anche degli addetti al servizio dell’Olbiacalcio, esce di scena continuando a “sbraitare” frasi offensive e senza senso con una finale piuttosto intimidatoria: “ci vediamo al ritorno, provate a farvi vedere in casa nostra e ne riparliamo”.
Insomma uno show del tutto congeniale per questo emerito carneade dell’educazione, condannato a 5 anni di DASPO per insulti razzisti ad un calciatore avversario, a suo tempo da lui allenato, accaduto nel 2021 a Trento quando allenava il San Giorgio Sedico (altra squadra da Champions League), il mister (chissà perché chiamarlo così) apostrofa il suo ex attaccante (allora Adriese) Graziano Aliù con l’insulto “albanese di m…”.
Il daspo dopo la squalifica di 4 mesi venne commutato dal tribunale di Trento nel senso che il Daspo rimaneva valido, ma al mister venne riconosciuto il “diritto al lavoro”: di conseguenza, potrà entrare negli impianti sportivi solo in veste di allenatore, non di semplice osservatore o appassionato….
Per chiuderla, nella speranza che tra i suoi meriti ci sia anche quella di saper leggere, signor Luca Tiozzi, Lei può ringraziare il fatto che darci dei pecorai da noi sardi non sia considerata una offesa, visto che questo antico mestiere è una delle tantissime qualità del popolo sardo e della nostra identità.
Lei invece rimane pur sempre un razzista ed indegno di essere “osservatore o appassionato” di qualsiasi cosa rappresenti spettacolo e divertimento, come per esempio una partita di calcio.
A mai più vederla, con profonda disistima:
Salvatore Piero Zappadu, tessera n° 54157 dell’ordine nazionale dei giornalisti di Roma, rilasciata il 16/6/1983.


