Una Nuova Sfida
per Sopravvivere

Ero davvero indeciso se scrivere o meno la mia settimanale presentazione della gara di campionato.  D’altronde la vostra fermata “inappellabile” l’aveva resa del tutto inutile, visto che allo stato dell’arte non si sarebbe neppure disputata.
L’ultimo “colpo di scena” l’ha resa fattibile anche se non “necessaria” per fugare Tutti i miei e i Vostri Dubbi.
Dovrei descrivere e parlare del Monterotondo, ma non lo faccio.
D’altronde la sua posizione in classifica sembrerebbe raccontare da sola la caratura dell’avversario, ma non lo faccio.
Qualsiasi avversario merita rispetto, indipendentemente dai “nostri” problemi, dalla nostra rabbia, dalle nostre paure.
Invece non è accaduto domenica scorsa ed è anche per questo che avevo deciso di “scioperare” pure io.
Il “barlume” di speranza balenato all’improvviso sembra avervi convinto, non tutti a dire il vero, a riprendere le scarpette dal “chiodo” e indossarle per una nuova sfida sportiva.
Ai guai di sempre, in questa tribolazione stagione, si sono aggiunte le condizioni in cui affrontate questa 13ª sfida stagionale: siete rimasti in pochi, perchè anche altri di Voi hanno svestito la maglia “fuggendo” altrove, qualche altro ha alzato le mani contro l’avversario e si è beccato le squalifiche, siete con ancor meno fiato da utilizzare nei prossimi 90’ perché non vi siete allenati e rischiate di essere super sfavoriti contro la penultima del girone.
Poco importa, questa come tutte le altre è solo una sfida sportiva, in cui l’avversario non ha alcuna responsabilità dei vostri/nostri problemi.
Col Monterotondo abbiamo solo due precedenti, lo scorso anno, quando abbiamo perso in casa per 0-1 e pareggiato fuori per 0-0.
Così come “pochi” e abbastanza recenti sono anche gli incroci di maglia dei calciatori (Mauro Gilardi, David Masciantonio, il terzino Marco Manetta, il portiere Claudio Scarzanella).
Ma di calciatori “in comune” c’è n’è anche un altro, di cui mi va di raccontare qualcosa di più.
Ad Olbia, nel vivaio del Tavolara, sul finire del secolo scorso c’era una ragazzo, nato ad Olbia il 15 gennaio del 1987 che, per “cercar gloria” a 16 anni finì proprio al Monterotondo, dove rimase due stagioni a farsi le ossa oltre a giocare una dozzina di partite. Rientrò in Sardegna prima a Tempio, sempre in serie D, poi alla Torres in serie C2, poi andò a Cesena in serie C e così via.
Al crepuscolo del primo decennio del duemila, con la scomparsa di Rusconi e la rinascita della società grazie alle vecchie glorie, mister Giorico dopo averci riportato in serie D dopo i due anni di Eccellenza, richiamò questo “olbiese giramondo” nella sua Olbia in cui, sotto la sua panchina vestirono la maglia 19 olbiesi su 31. Forse il mister algherese si riconosceva in lui, visto che da calciatore anche i suoi esordi furono con la maglia bianca.
Daniele Molino, tornò finalmente ad Olbia, con la maglia numero 10 che onorò con prestazioni di altissimo livello, 83 gare condite da 41 gol, una ogni due partite, riportandoci in serie C, dove purtroppo, con la nuova dirigenza, non venne riconfermato. Ha chiuso la sua carriera dopo 380 parte e oltre 140 reti.
Di tutto questo avrei voluto scrivere, dilungandomi e, magari, ragionandoci sopra.
Al contrario chiudo semplicemente con qualche numero per ricordare che, questa sfida viene da molto lontano, visto che è la 697ª che l’Olbia disputa in serie D ed è la 2586ª in Totale, di cui 1488 tra serie C e C2, negli 83 campionati disputati nella NOSTRA  storia.
A parte la Nocerina, con trascorsi anche in serie B, nessun’altra avversaria di questo girone ha alle spalle il “vostro” pedigree.
Come sempre
Forza Ragatzi,
OlèOLBIAOlè,
Tore Zappadu