ANZIO-OLBIA 2-0
ANZIO CALCIO 1924(3-4-3): Stancampiano, Noce (70’ Alhassan), Dalla Valle, Laribi (78’ Segat), Gesmundo, Di Razza, Pirani, Busti (70’ Corelli), Carnevale, P. Bencivenga (84’ Di Lelio), Salvador  (90’ Napoleoni). A disp.: Ciotti, De Gennaro, Corradini, Andrade Siqueira; all. Bianchi
OLBIA CALCIO 1905 (4-3-2-1): Viscovo; Moretti, Congiu (64’ Deiana-Testoni), Buschiazzo, Perrone; Saggia, Biancu, Mameli (70’ Cabrera); Islam, Ragatzu; Furtado, A disp.: S. Perrone,  Marrazzo, Fiorletta, Cassitta,  Petrone, All: Favarin Giancarlo
Arbitro: Liberato Maione di Ercolano
Reti: 59 autogol Viscovo: che sbuccia un pallone innocuo di Laribi e se lo “insacca” da solo alle sue spalle;
63’ Autogol di Buschiazzo che su una ripartenza di Gesmundo interviene scompostamente sul suo cross dal fondo campo sulla destra e beffa Viscovo.
Note: amm.: angoli 5-2; Salvador, Islam, Laribi, Cabrera. Rec.:+0+5’

Fatto salvo (?) quel terremoto dell’1-6 per Latte Dolce alla quinta giornata che, a ben vedere, aveva ben altre motivazioni, oggi I Bianchi vestiti a “lutto” hanno messo in scena la peggior prestazione stagionale.
Abbiamo fatto tutto noi, segnandoci due gol e perdendo grazie a questi  evitabilissimi svarioni.
A dir la verità ci eravamo andati vicini anche nel primo tempo, quando Furtado al 33’ si inventa un retropassaggio che consente a Salvador di involarsi indisturbato verso la rete, saltare anche il portiere e calciare fuori a porta vuota. Insomma, i prodromi di quel che sarebbe successo nella ripresa erano piuttosto… preveggenti.
L’Anzio ha dominato il primo tempo, creando qualche patema d’animo, ma a parte la bella “bordata” del mancino Carnevale sulla quale Viscovo si è opposto come spesso sa fare, lo 0-0 era più che corretto per l’una e l’altra compagine.
Nella ripresa, siamo stati noi a prendere il pallino, ma, di fatto l’abbiamo fatto girare senza  troppa convinzione arrivando di rado nell’area avversaria, con tiri dalla distanza sbilenchi e, più spesso semplicemente velleitari.
Capitan Daniele si è mangiato anche l’unico tapin disponibile servitogli al 66’ da Saggia (l’unico sopra la sufficienza dei nostri ragazzi).
Abbiamo cannato una gara soprattutto con le nostre “armi” migliori, Ragatzu e Biancu su tutti che, proprio per il loro peso specifico sul valore della nostra Amata, hanno deluso le attese, mettendo in mostra, a nostra memoria, la loro più deludente ed inattesa controprestazione.
È una sconfitta che brucia, anche perché, da quel che si visto in campo, evitabilissima, ma probabilmente sarà utile far tesoro di questa scoppola per evitarla nel prossimo futuro.
Loro nella fase di “resistenza” hanno effettuato 5 ricambi, anche per allungare le “pause di tempo”,  e ne avevano altri 5 in panchina esattamente quanti; noi invece in panca siamo proprio ridotti ai minimi termini.
Sabato si chiude il girone di andata, è pur vero che il gruppo dei 15 uomini che hanno “ballato sulla cassa del morto” e perso a Monterotondo, sono diventanti 2 in più, ma così non si può continuare non solo a giocare, ma persino sopravvivere.
Il Mister e la squadra hanno tutti gli strumenti e le capacità per venirne fuori. La società, quantomeno quella “prossima ventura” deve da “prima di subito” intervenire sul mercato per rinforzare una rosa che, da un controllo certosino, sulle 162 dei 9 gironi della serie D è quantitativamente la più scarna e sguarnita nell’organico e nella panchina.
Vederli uscir dal campetto di Pontilia, così demoralizzati e depressi fa male perché questa Olbia, questo Favarin meritano di potersela giocare ad armi pari con tutti gli avversari.
Ad Majora Ragatzi.
Sempre e comunque,
OLèOLBIAOlè
Tore Zappadu