Sfida antica questo Anzio-Olbia della sedicesima giornata.
La prima volta accadde sessantuno anni fa il 27 settembre del 1964, vinsero loro con una rete del centravanti Rosselli.
Al ritorno si concretizzò la nostra rivincita con un 2-0 con Botondi e Bruni nel tabellino reti.
Domenica va in scena la 15ª sfida tra le due compagini.
Una sola volta nella sfida al Nespoli della stagione successiva fini senza reti, con lo 0-0 al Nespoli, per il resto sempre tanti gol: 22 dell’Olbia, con 8 vittorie, 18 reti per Anzio e 5 incontri vinti.
Il risultato più “duro” il 4-0 di Anzio-Olbia, marcatori Borrelli, Grandi e doppietta di Muffato.
Da parte nostra i pluri-marcatori di questi confronti, sono stati Roberto Della Pietra e Daniele Molino con 3 reti a testa.
Noi abbiamo vinto due volte ad Anzio nella stagione “67/68 con un 2-0 firmato da Della Pietra e Favilli dagli 11 metri.
Da segnalare che, questa è nella storia, la prima sfida in trasferta che l’Olbia non gioca ad Anzio visto che, per tutta la stagione lo stadio Massimo Bruschini non sarà disponibile e, giocoforza, tutte le partite casalinghe dei laziali vengono disputate a Pontili, una cinquanta di chilometri verso Latina.
Ad oggi la squadra allenata finora da Samuele Bignozzi (dimissionario) si è barcamenata nei bassifondi della classifica, con un andamento piuttosto altalenante, visto che nelle ultime 10 gare ha alternato 7 sconfitte, inframmezzate da 3 significative vittorie, in casa con Monterotondo e Lattedolce ed una in trasferta con Flaminia.
Domenica ha perso al 91’ a Scafati con la capolista, con cui, durante la gara, era riuscita a reggere benissimo il confronto rimediando allo svantaggio iniziale di Maggio, con due reti di Bencivenga e Jefferson (7 reti al suo attivo) nei primi 35’ della ripresa, subendo il pareggio al 38’ e la “mazzata” decisa su un contropiede rilanciato da Convitto, in tandem con Volpicelli ed il tapin finale di Molinaro.
Da segnalare che il portiere Stancampiano poco prima aveva parato un rigore a Maggio. Insomma, aldilà dell’apparenza, quella che incontriamo è davvero una sfida complicatissima, da affrontare con il massimo della attenzione e di rispetto per un avversario ferito ma non certo in disarmo.
Ad Majora Ragatzi,
OlèOlbiaOlè
Tore Zappadu


