Con la Palmese ci unisce la contiguità degli scudetti nazionali dei dilettanti visto che un anno prima della nostra vittoria (stagione 2001-2002 dell’Olbia di Luciano Foschi contro l’Aglianese di capitan Massimiliano Allegri) era stata proprio la Palmese allenata da Mario Pietropinto ad aggiudicarsi la finalissima contro Valenzana per 2-1. Ed è sempre nel primo biennio del duemila che si registrano i quattro unici incontri tra le due fresche “scudettate” nei campionati di serie C2.
La prima sfida è datata 26 novembre 2000, si giocò al Nespoli alla 12ª giornata, la squadra di Pietropinto ci arriva da capolista solitaria, ma sarà l’Olbia allenata da Sergio Bagatti, a stravincere quella partita 3-0 con reti di Ciaddu, Rassu e De Mai. La Palmese quella stagione stravinse il campionato (2 sole sconfitte, 9 punti di distacco alla seconda classificata la Viribus) e riconquistò la C2 dove rimase per un triennio, vendicando anche la sconfitta del Nespoli con un sonoro 5-2 con doppiette di Astarita e Caliendo, un gol di Ria e Rassu su rigore e Pittalis per i nostri colori.
A margine di quelle note, non sembri inutile segnalare i dati degli spettatori paganti: 500 circa al Nespoli, 3000 al Comunale di Palma Campana.
Con la Palmese trionfante in C2, nella stagione successiva toccò a noi vincere il campionato di serie D abbinandolo al prestigio dello scudetto dilettanti nel 2002.
In virtù del nostro rientro in C2 arrivarono all’11ª giornata di campionato le nostre ultime due sfide con Palmese. All’andata vincemmo noi 2-1 con doppietta di Giglio per noi e gol del momentaneo pareggio di Verolino per la Palmese. In quella vittoria del 10 novembre del 2002, nell’Olbia di mister Guido Carboni fece il suo rientro Gianni Spano, fermo al palo per 7 mesi per un brutto infortunio. E fu proprio lui, involontario protagonista dell’ultima sfida giocata a Palmi il 30 marzo del 2003, con un autogol al 16’ del primo tempo, rinforzato per il 2-0 finale di Lo Pinto. In quel campionato la Palmese si classificò all’8° posto, noi al quindicesimo, salvandoci ai playout con la doppia sfida vincente contro Lodigiani (1-2 per noi in trasferta e 3-0 per noi al Nespoli).
Questi i trascorsi tra le due squadre, a cui è corretto aggiungere che nella storia comune c’è anche l’apporto di un giocatore campano, il portiere napoletano Luigi Sorrentino, classe 1991 attualmente in forza al Saviano 1960 nella Promozione campana. Sorrentino difese la nostra porta nella tribolatissima stagione 2013-14. Sorrentino arrivò dopo le 5 giornate inflitte a Sarao nella disastrosa partita (1-5 al Nespoli contro la Lupa Roma, diretta dall’indimenticabile arbitro Fabio Schirru nella sua peggiore giornata per imparzialità e errori decisionali ai danni dei bianchi).
Sorrentino arrivò in uno dei momenti più tragici della storia di Olbia e dell’Olbiacalcio (l’alluvione del 18 novembre del 2013), esordendo tra i pali ad Isola Liri nell’1-1 che interruppe la sequela di scoppole che rischiava di farci finire nel baratro e, in alternanza con Saraò, con 14 presenze, contribuì alla conquista dei playoff, persi nella sfida di San Cesareo per 3-1.
L’anno successivo Sorrentino giocò in Eccellenza con la Palmese risultando tra i protagonisti (30 presenze) della promozione in serie D.
TUTTO QUESTO ricorda il passato tra le due squadre che domani alle 14 si confronteranno per la quinta volta, la terza in trasferta ma che dopo un’estate vissuta pericolosamente, la Palmese si trasferisce al Gobbato di Pomigliano D’Arco. Un po’ come l’Olbia… con la Paura di scomparire. Poi la fumata bianca e la Palmese ha voltato pagina affacciandosi aprendo una nuova e rivoluzionaria epoca. Per un anno sarà senza stadio, con il comunale raso al suolo e in piena ricostruzione per diventare “Teglanum Arena”, un gioiello modello e funzionale tutto coperto con 7.500 posti incastonati dentro ad un colossale circuito di negozi e locali pubblici. Il nuovo presidente Mario Russo, imprenditore casertano, patron della GESAN leader della informatica regionale sanitaria, ha riacceso le speranze e la passione della ultracentenaria formazione campana. Nella prima giornata contro Anzio, dopo un primo tempo senza reti la squadra di Nello Di Costanzo ha rischiato grosso per il doppio vantaggio degli ospiti (55’ Andrade, 73’ Salvador) e l’espulsione di capitan Aquino per fallo di reazione al 65’. L’ingresso di Galesio che rileva Brunet, offre l’opportunità del riscatto pruna con un tapin da consumato attaccante a due passi dal portiere e poi con un invito smarcante di testa sull’accorrente D’Angelo che pareggia i conti ottenendo un meritatissimi pareggio finale.
Pareggio anche nella seconda giornata, stavolta tutto accade nel primi 45’ con il vantaggio dei laziale al 19’ che con un tiro dalla distanza di Massimo, su una respinta della difesa avversaria, prima colpisce la traversa e poi la palla finisce dentro la rete.
Alla mezzora del primo tempo il Trastevere rimane in 10 per doppia ammonizione su Ferrante, e subisce un rigore fischiato dall’arbitro di Cagliari Federico Isu per fallo su Galesio che dal dischetto non sbaglia l’occasione per un importante pareggio su un campo ed una squadra comunque complicati.
La Palmese, allenata da Di Costanzo, alla sua seconda esperienza con i rossoneri (la prima nella stagione 1999/00 con un quinto posto in serie D, gioca con un 4-3-1-2, in cui Capogna è “il servitore” per le due punte l’argentino Luis Galesio, 32 anni con un bilancio di 285 presenze in serie D, 70 reti e 24 assist all’attivo; e il napoletano Antonio D’Angelo, 26 anni, anch’egli piuttosto positivo in zona gol (228 presenze in serie D, 66 gol e 17 assist all’attivo).
Ad Majora Ragatzi,
OlèOlbiaOlè
Tore Zappadu


