Un Nuovo arrivo
nel paradiso
Biancolbiese


Il 4 novembre di 63 anni fa, alla settima giornata di quel campionato di serie D, mister Collesi dopo quattro sconfitte consecutive, decise di affidare la maglia numero 3 ad un giovane ventenne, appena traghettato dal Tavolara, dalle spiccate qualità tecniche ed agonistiche.
Vittorio Caocci in quella occasione (derby con Ilvarsenal) sostituiva “Pruddeddu” Degortes (futuro cognato) che,  a sua volta, aveva rimpiazzato per 2 turni Renzo Secchi infortunatosi nella trasferta  di Cisterna.
Quel giorno, il primo della lista dei ”Coccella”  (Angelo e Renato arriveranno dopo) faceva capolino con dignità e vigore nella storia della Olbiacalcio.
Se la cavò più che bene in quella stagione comunque “disgraziata” (sconfitta a tavolino con Empoli per l’ombrellata a Riccomini da parte di uno spettatore), penalizzazione all’Olbia e squalifica per 2 anni a Tonino Conte per il “pacco premio a vincere promesso alla Narnese nella gara contro la Nuova Cisterna”, ancora caos in panchina per il turnover tra Collesi, Zio Palleddu e Cenci: retrocessione in prima categoria con penalizzazione anticipata di -3 punti.
In quel caotico incedere di eventi burrascosi, lo stile e le qualità di Vittorio risaltarono ancor di più. Le sue indubbie qualità tecniche, la sua grinta ed il fortissimo radicamento alla maglia Bianca, lo portarono in 5 stagioni a disputare da protagonista 141 incontri, indossandole quasi tutte quelle casacche (il 3, il 4 e il 7 i più gettonati), compresa quella del portiere.
Accadde a Latina nella stagione “66-67” in serie D quando al 50’, mister Palleddu lo chiamò a difendere i pali, vista l’espulsione di Vincenzo De Santis per proteste.
Non se la cavò male parando alcuni tiri, ma dovette soccombere ad un preziosismo di Vincenzo Crociara (capofila storico tra gli alfieri dei pontini con 302 presenze e 102 gol con la maglia nerazzurra).
Vittorio Caocci fu anche tra i maggiori protagonisti del repentino ritorno alla serie D nella stagione successiva del “63/64”, disputando 35 delle 36 sfide con cui ci riappropriammo della quarta serie.
In carriera  ha segnato 2 reti, la prima in trasferta a Pietrasanta con il gol della bandiera (3-1 per loro) segnato sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la seconda nella stagione successiva quando nel 3-1 a nostro favore contro il Tempio, segnò ad iniziò gara con un fendente degno del numero 10 che indossava in quella gara e che fece da prologo alla doppietta di Gino Merlo ed il rigore di Lusa per gli azzurri.
Quel gol agli acerrimi rivali galluresi, riparava la fortuita deviazione in autogol (l’unico in maglia bianca) della stagione precedente, sempre al Nespoli, sempre con il Tempio e sempre nei primi minuti…..
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Ho voluto salutarlo esattamente come lo ricordavo, nella memoria e nei miei appunti personali, sulle sue imprese nel rettangolo di gioco, per provare a dilatare il momento di questo nuovo ed ulteriore addio che Lui e i tanti altri Attori della nostra esistenza biancolbiese ci stanno “consegnando” alle nostre quotidianità.
Ciao VITTORIO, che Dio ti assista e ti consegni a quel piccolo pezzo di paradiso del calcio bianco che Tu e tutti quelli che ti hanno preceduto avrete in consegna per l’Eternità.
Tore Zappadu