Il peggior risultato di Sempre in Coppa,
ma “la storia” del passato
ci ha “regalato” anche rinascite inattese.

UNIPOMEZIA-OLBIA 5-0
UNIPOMEZIA (4-3-3): Gariti, Suffer, Numes, Peluso (64’ Signorile), Pettorossi (73’ Eulisi); Esposito (56’ Okojie), Amadio, De Santis, Bordi; Binaco (64’ Morelli), Mokulu (50’ Della Pietra). A disp. Pierandrei, Gemini, Giandomenico, Attili. All. Rubino (Casciotti indisponibile)
OLBIA (4-3-3): Ascioti; Lucarelli, Buschiazzo, Maspero (67’ Marroni), Petrone; Islam, Cabrera (58’ Garcia), Staffa; Marrazzo (58’ Cubeddu), , Biancu (79’ Putzu), Ragatzu. A disp. Perrone, Anelli, Vacca. All. Giancarlo Favarin
Arbitro: Andrea Augello di Agrigento
Reti: 6’ Mokulu (rig) 42’ Islam (aut), 49’ Peluso, 57’ Della Pietra, 73’ Okojie
Note: Angoli: 5–6; Ammoniti: Esposito, Binaco, Ragatzu. Recupero: +1’ + 3’.

Indiscutibile, Incommentabile, quantomeno dalla sponda Bianca o, peggio, Tutta Nera vista le nuove esigenze di sponsor, questo tracollo sul comunale di Pomezia ed esce mazziata e incerottata al primo “vagito” della sua 46ª Coppa Italia dei 125 anni di storia.
A proprio di storia e dei suoi ricorsi, questo 5-0 è il peggior risultato mai “raccolto” dalla nostra squadra. Nelle Coppe si sono stati due precedenti con 5 reti al passivo, ma in entrambi il risultato fu di 1-5 per i nostri avversari.
La prima volta accadde la sera del 7 settembre 1974 all’Acquedotto (allora si chiamava così) di Sassari.
Fu una partita “sbagliata” nel senso che, seppur i valori in campo erano comparabili con equità, quell’Olbia di mister Orazi e di capitan Selleri sbagliò totalmente approccio ed atteggiamento, non a caso finimmo la gara in 9 uomini (per le espulsioni di Planetta e Farina) e, in sovrappiù la beffa del rigore a due dei gemelli Mario e Marco Piga.
Tutti ricordano quella serataccia proprio per quella “invenzione” dei due terribili gemellini di Palau, perché fu la prima volta che nella storia del calcio mondiale un rigore veniva battuto “in complicità” con un compagno di squadra, ma troppi dimenticano che nonostante quella scoppola e quello “scherzo dagli 11 metri”, contro un non-portiere (Di Carlo aveva sostituito Planetta), fummo Noi a passare il turno di Coppa, visto che arrivammo primi nel girone 20 con 6 punti, frutto di 3 vittorie (due sulla Nuorese ed una al Nespoli con la Torres) davanti ai sassaresi che vinsero solo le due gare casalinghe perdendo sia nella sfida del Quadrivio che nella andata del Nespoli.
Per inciso in quella edizione noi dopo aver eliminato prima Grosseto, poi Montevarchi, arrivammo fino ai quarti di finale, uscendo solo ai calci di rigore contro il Campobasso.
Tutto questo per segnalare che quel “capitombolo” di 51 anni fa, fu per l’Olbia solo un episodio, visto che nella stagione regolare vincemmo con merito il campionato di serie D, riconquistando la serie C, dopo solo un anno di purgatorio, mentre la Torres fece il percorso inverso, retrocedendo in serie D, anche se quei due “gemellini” terribili presero il volo, prima tappa Lucca, per due carriere splendide nei campi delle massime serie nazionali, ma non sempre con la stessa maglia.
In coppa abbiamo “sopportato” un altro 1-5 contro il Tempio in Coppa, alla guida dei “cugini” galluresi Gigi Piras che, nella stagione regolare, vinse anche entrambe le gare contro l’Olbia di Bagatti.
Tornando all’oggi, la “sbattulata” di Pomezia deve poter essere immediatamente resettata, sia da un punto di vista del “carattere” dell’attuale rosa in mano a Favarin, sia con il rinforzo della stessa, con innesti che rendano più abbordabile una stagione che, nelle premesse, non poteva cominciare peggio.
Ad Majora Ragatzi
Et nunc et semper
OLE’ OLBIA OLE’
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