CARRARESE-OLBIA 1-0
Carrarese (3-5-2):
Satalino; Pelagatti, D’Ambrosio, Marino; Grassini (79’ Coccia), Della Latta, Schiavi (58’ Bozhanaj), Cerretelli , Cicconi; Capello, Samele (58’ Energe). A disp: Rovida, Folino, Del Pecchia, Imperiale, Andreoli, Pasciuti, D’Auria. All: Alessandro Dal Canto.

Olbia (3-5-2): Gelmi; Brignani, Bellodi, Travaglini; Sueva, Incerti (83′ Occhioni), La Rosa (92′ Boganini), Biancu, Mordini (70′ Fabbri); Ragatzu, Babbi (92′ König). A disp: Van Der Want, Renault, Gabrieli, Sanna. All: Roberto Occhiuzzi.
Arbitro: Aleksandar Djurdjevic di Trieste
Rete: 90’ Bellodi (autorete)
Note: angoli 6-3; amm. Bellodi, Marino, Cerrettelli, La Rosa, Gelmi; rec.: 0+6’.
In un campionato “normale” parleremmo di sfiga, perché davvero quest’oggi nessuna delle due squadre meritava di perdere.
Capita di disputare una gara accorta, sulla difensiva e con qualche sprazzo di efficaci ripartenze.
Capita di non concedere pressoché niente agli avversari e di costruire persino qualche bello spunto verso la porta di Satalino, eppoi perdere per l’unico momento di dabbenaggine (più che a pallone in quel maledetto 90’ minuto, sembravano giocherellare a… tamburello sulla spiaggia).
Spiace per i ragazzi, spiace soprattutto per Bellodi che, assieme a tutta la retroguardia ha disputato una partita eccellente, ma è meglio rendersi conto che, questa 18ª stagione di serie C dell’Olbia, tutto è meno che…Normale.
SVEGLIAMOCI!!
Perché siamo in perfetta media… playout; mani e piedi sul baratro della potenziale retrocessione e continuiamo ad essere tutto chiacchiere e… distintivo.
Abbiamo un organico “raccogliticcio” e, altamente, dis..organico. 
Nessuno mi venga a dire che li davanti, tutte le punte, di volta in volta accreditate, abbiano qualche chances di risolverci i problemi di una asfitticità offensiva disarmante.
Babbi è stato assolutamente… inoffensivo.
Nel primo tempo ha toccato 5 palloni, tre di piede tutti sbilenchi, uno di testa e con l’ultimo si è procurato una punizione.
Nel secondo tempo dei 7 palloni, di cui 2 di testa, solo in 2 occasioni ha azzeccato il passaggino.
È davvero sconfortante dover disquisire sul… niente ed essere costretti a puntare sempre e solo sulle magie di Danielinho,  o sperare nel tiro azzeccato di Biancu o nella sventola da fuori di La Rosa, o gli ultimi istanti della zona Boganini.
Oggi, con il groppone “carico” della eterna folla degli indisponibili, si è visto con chiarezza quanto bene ci abbia fatto l’ingresso di Mordini, difensore di fascia esperto e affidabile, che, seppur in oggettiva carenza di fiato, ha retto benissimo in coppia con Travaglini, il confronto con Grassini e Samele.
Questo aiuta a capire che è giunto il tempo di pescare da SUBITO una punta di peso e di esperienza che possa interfacciarsi con la coppia Biancu-Ragatzu e chiudere questa falla enorme del nostro schieramento.
Nelle 8 stagioni dell’era Marino, quella attuale, è l’unica volta dove stiamo affrontando gli avversari senza una punta degna di questa categoria.
Per via dell’editto-Marino (“fino alla fine dell’andata all’Olbia di va avanti con gli stessi… suonatori) la musica non cambierà e, “more solito”, dovremmo continuare a raccontarci le stesse… chiacchiere e la solita litania di una squadra che, sta crescendo e che non appena raggiungerà la condizione fisica”, al meglio, dovrebbe solo “curare i dettagli“ non “accampare scusa sugli episodi” sfavorevoli.
Quindi perché “incazzarsi” su un autogol al 90’, in fondo abbiamo perso “soltanto” la 7ª partita su 14 disputate, abbiamo subito “solo” il 19° gol in 9 partite (visto che per 5 volte siamo stati così bravi a non subirne) ed è anche la 7 volta su 17 che non buchiamo la rete avversaria.
Domenica riceviamo il Cesena, un’altra delle corazzate della parte alta del girone,  e così come oggi siamo riusciti a “domare” l’ex Capello, potremmo forse riuscirci anche con Udoh… ma se anche così accadesse, chi Farà gol per Noi?
Il mister ci ha spiegato che “per vedere la luce in fondo al tunnel ci vorrà ancora tempo”.
Il problema è che, con questo andazzo e questa classifica di tempo ce ne rimare sempre meno.
Ad Majora, e ora e comunque sempre OlèOlbiaOlè,
Tore Zappadu