OLBIA-CARRARESE 1-0
Olbia (4-3-3): Tornaghi, Arboleda (82’ Cadili), Altare, Emerson, Demarcus; La Rosa, Pennington, Biancu, Ragatzu (88’ Cocco), Udoh, Gagliano (46’ Lella); a disp.: Van der Want, Cabras, Secci, Belloni, Cossu, Occhioni, Marigosu; all.: Canzi
Carrarese (3-4-3): Mazzini; Milesi, Tedeschi (74’ Bresciani), Murolo; Foresta, Agyei (71’ Caccavallo), Schirò, Pavone (46’ Valietti); Manzari (46’ Infantino), Marilungo, Doumbia (46’ Piscopo); a disp: Pulidori, Borri, Ermacora. All: Silvio Baldini
Arbitro: Adolfo Baratta di Rossano
Rete: 44’ Altare
Note: corner 6-4; amm. Demarcus, Cocco; Manzari, Piscopo, Infantino, Caccavallo; 85’: espulso per proteste l’allenatore Baldini. Rec.: +5’+4’

Ma com’è bello andare in campo con le ali sotto ai piedi… con un Olbia Special che ti toglie i problemi.
Grandissima squadra, regina dei Recuperi (4 vittorie e 1 pari, nelle “ripetute”), padrona del campo, del gioco e dell’avversaria.
Un’Olbia Special che non consente un solo tiro in porta ad una squadra, scuramente male in arnese, ma che sempre  di Carrarese si tratta. Davvero stuzzicante tutto quel che, da qui in poi i gustosissimi “bianchini” di Canzi sapranno proporci. Al di là di ogni difficoltà, ancora oggi una “lista” di organico disponibile da minimo sindacale, al di là dello stress ginnico-mentale (una gara ogni 72’ ore, con viaggi per e dal Continente), al di là del “coglianavirus” questi stupendi ragazzi stanno disputando il più STORICO tra tutti i NOSTRI campionati di serie C.
Niente enfasi, ma solo constatazione di una crescita collettiva così esponenziale di convinzione e condizione, di risultati e statistiche, che la gloriosa storia Bianca in terza serie non ha mai conosciuto, a questo punto del campionato. 40 punti a 6 partite dalla fine, non li abbiamo mai raggiunti nella nostra storia. Una differenza gol di -1 (39 fatti e 40 subiti) è anch’esso un traguardo finora UNICO. Un così coinvolgente percorso di “distanziamento” sanitario dal baratro dei playout è già un traguardo straordinario, conquistato con gioco e prestazioni convincenti ed ampiamente meritato.
QUESTA LA NUOVA CLASSIFICA

E, probabilmente, siamo appena all’inizio, perché questa OLBIASPECIAL può davvero cominciare un’altra danza con le frecce che puntano dritte alla Targa dei Playoff. Prima del fischio d’inizio eravamo 18mi in classifica, quartultimi con un buon distacco (10 punti) sulla terzultima, ma restavamo invischiati mani e piedi in quella maleodorante sarabanda dei playout. Al triplice fischi ci ritroviamo 13mi ex-aequo, ma comunque in vantaggio, con Carrarese e Piacenza, e siamo ad appena 4 punti dall’ultimo gradino del podio utile per giocarci la serie B.
Dopo tanto penare, adesso anche sognare non è più proibito.
Lo meritano tutti, Max Canzi innanzitutto che, stavolta, per scardinare la difesa avversaria, ha pensato bene di inventarsi un tridente di buon effetto (Cagnano-Udoh e Ragatzu), costringendo i marmiferi a guardarsi costantemente il deretano, senza mai metter becco nella nostra metà campo. Appena raggiunto il traguardo, resetta il browser con la staffetta Lella per Cagnano, e si fa evidente e produttivo il gioco delle nostre ripartenze sulle loro trame stancamente imbastite e nervosamente completate da un’avversaria assolutamente col morale a terra.
Nel finale le continue proteste, davvero mal riposte, di Caccavallo, Infantino e Baldini che, giustamente espulso impiega un tempo “biblico” per andare negli spogliatoi, proprio mentre suoi ragazzi avevamo una fretta oggettivamente di accelerare tutte le riprese del gioco, diventano la cartina di tornasole di una Carrarese che deve ritrovare un minimo di serenità per non compromettere ancor di più questo finale di stagione, oggettivamente inadeguato al suo rango.
Osservare e capire gli altri, aiuta a raccontare ancor meglio dell’OLBIA SPECIAL dai nervi distesi che di, questi tempi, ad ogni fase del gioco mostra di saper sempre quel che sia giusto proporre e fare per raggiungere lo scopo. La pressione alta del gruppone di Canzi nei minuti finali del primo tempo è un tourbillon che anticipa il… paradiso del gol:
34’ e 35’ una girata di Ragatzu sembra indirizzata in porta ma una deviazione di Murolo, manda in corner, sugli sviluppi dell’angolo di Emerson, Ragatzu batte bene a colpo sicuro, Mazzini si supera prima con lui, poi con il tapin ravvicinato di Pennintgon, infine ci ritenta Ragatzu ed Agyei libera sulla linea di porta; altro corner altro assedio, con Cagliano che sembra anticipare bene il tempo di uscita di Mazzini e di testa deposita in rete, ma l’arbitro annulla per carica su Mazzini che, nell’impatto il colpo lo prende davvero e resta a terra per 3’.
Come detto questa clamorosa e frenetica tripla occasione, è comunque il solo preludio a quel che avviene al 44’, subito dopo le cure prestate a Mazzini, quando su un ennesimo piazzato Emerson dalla sinistra, serve Pennington che di testa manda verso il centro dell’area piccola, Udoh fa il velo e Altare “sposa” la palla buona con un Tapin che manda nel cielo la gioia dei Bianchi e sottoterra le illusioni dei toscani.
Nella ripresa, i tanti ingressi dalla panchina “azzurgialla” ed i pochi ed al minimo indispensabile quelli della bianca casacca, non spostano di un millimetro la lancetta della bussola “gallurese” sempre magneticamente indirizzata verso il Nord della classifica, nel meritato aggancio degli avversari a quota quaranta e, con le le ali e le frecce ancora lampeggianti, in attesa del prossimo sorpasso.
La storia di questo terzo successo consecutivo e di questa bella festa delle nostre “meringhe galluresi”, sarebbe tutta qui, ma chiudere così sarebbe un reato, perché si farebbe un torto allo spettacolo di mitica e sublime tecnica calcistica cui tre dei protagonisti in campo si sono cimentati, a metà della ripresa.
Al 72’ Arboleda (il migliore di bianchi) dalla destra pennella un cross infinito per il volo aereo del divin esteta di Quartu (Danielinho Ragatzu) che in rovesciata dal limite dell’area calcia magnificamente sotto la traversa, sarebbe gol per qualsiasi portiere ma non per  Stefano Mazzini, 22 anni e 4 mesi, scuola Atalanta, in prestito ai “marmiferi”, che è bravissimo nello sventare il pericolo, evitando il raddoppio olbiese, e sedersi anch’egli da protagonista assoluto al tavolo di una esibizione stupenda e straordinariamente unica che anche il calcio di terza serie è in grado di offrire, per il puro piacere dello sport senza confini.
La prossima tappa è con la squadra di Brevi (recente e fortunata conoscenza) Giana Erminio, per la riproposizione  di una sfida che nel giugno dello scorso anno, ci regalò emozioni e “orgasmo” finale indescrivibili… Non sarà semplice, perché, esattamente come lo scorso anno, prima della “fermata sanitaria” ed il blocco del campionato, anche di questi tempi le due contendenti sono oggettivamente le più in forma del campionato. Insomma sarà di sicuro un bello spettacolo, e comunque vada che vinca il Migliore e quindi… perché no… l’OLBIASPECIAL.
Ad Majora Ragazzi, OlèOlbiaOlè
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