Olbia-Como 1-1
Olbia: Van der Want, Mastino, Gozzi (74′ La Rosa), Pisano, Pitzalis, Pitzalis, Pennington (64′ Lella), Muroni, Biancu, Vallocchia, Doratiotto (79′ Verde), Ogunseye (79′ Parigi). A disp.: Barone, Crosta, Zugaro, Manca, Miceli, Demarcus. All.: Michele Filippi. 
Como: Facchin, Bovolon (46’ Sbardella), Toninelli, Solini, Iovine, Celeghin (46’ Raggio Garibaldi), Bellemo (58’ H’Maidat), Marano, Loreto (81’ De Nuzzo), Gabrielloni, Miracoli (74’ Ganz). A disp.: Zanotti, Peli, Bolchini, Gatto. All.: Marco Banchini. 
Arbitro: Davide Di Marco di Ciampino
Reti: 3′ Iovine (C), 36′ Pennington
Note: corner 4-7; amm.: Toninelli, Sbardella, Vallocchia, Biancu, Marano, Raggio Garibaldi, Solini; rec.:0/+4

Partita complicata tra due squadre che, per ragioni diverse, hanno avuto ed avranno un cammino, per l’appunto,  “complicato”  durante questo difficile campionato. La notizia buona per noi è che FINALMENTE non abbiamo perso. Quella triste per i lagunari è che, nonostante la gran mole di gioco che riescono ad esprimere per la quinta giornata di fila non riescono a vincere (2 sconfitte agli ultimi minuti, e tre pari oggettivamente stretti).
Anche oggi la matricola lariana ha mostrato un assetto di squadra ed una serie di eccellenze (Bellomo e Iovine su tutti) che, alla lunga, dovrebbero levarla dalla attuali difficoltà.
Per parte nostra, siamo stati bravi a recuperare l’ennesima partenza ad handicap e ad evitare, grazie ad una mezza dozzina di miracoli di Maarten “feeënhanden, la quinta sconfitta consecutiva.
Oddio il nostro portierone, dalle “mani fatate”, qualche responsabilità ce l’ha sul tiraccio di quel diavolo di Iovine, perché non è stato svelto a riposizionarsi sulla linea di porta, dopo la prima avventurosa uscita di piedi e fuori area per  sventare la immediata e pericolosa incursione in ripartenza di Gabrielloni, trovandosi pi in decisivo ritardo sul tiro angolato del fortissimo centrocampista comasco.
Questa unica incertezza poteva costarci cara, anche perché per troppo tempo, siamo rimasti in balia di noi stessi, senza alcun trama convincente e con alcuna pericolosità in avanti.
Fino al 36’, quando Pitzalis, Ogunseye, Vallocchia e Biancu in un piacevole, perfetto e veloce scambio, sulla fascia sinistra, offrono al nostro goleador l’occasione di superare sia difesa che Facchin per un meritato, decisivo e sospiratissimo tapin di un Pennington che, non solo per la sua rinnovata vena realizzativa, cresce in maniera esponenziale nello scacchiere del centrocampo bianco.
In fondo la partita è stata quasi tutta qui, con altri sussulti anche nei pressi delle porte difese bene sia da Facchin che da VdW. Per due volte l’estremo difensore del Como (piacevole rimpatriata tra i pali del Nespoli che, lui agli albori del professionismo, difese con tanto onore) ha negato a Doratiotto e Biancu (cresce, cresce anche “lu sassaresinu in ciabi”) la gioia del gol.
Più impegnato, come detto “Mani Fatate” (Feeënhanden, nella lingua di Delft) che ha detto no a tiri, tapin e capocciate di Solini, Toninelli, Miracoli Marano e compagni sui soliti piazzati, corner ed ammennicoli vari che, da millanni sono la nostra disperazione. Inutile fare gli schizzinosi, per cui accontentiamoci di questo piccolo passettino verso la “riabilitazione” di una consistenza di squadra e di gioco che, oggettivamente, è ancora insufficiente.
In questo senso ci piace constatare la buona prova di Mastino che, nella sua fascia di competenza se l’è cava più che bene , anche contro un cliente non facile come Loreto.
A centrocampo abbiamo sofferto più di ogni altra volta, essendo stati troppo in balia della dinamicità, fisicità e tecnica dei nostri competitor.
Ciò che preoccupa, oltre alla mollezza difensiva, è anche l’involuzione nella fase di attacco.
RobertOne sembra aver offuscato il suo smalto, Doratiotto e Verde appaiono piuttosto spauriti per l’impatto con la categoria; e Parigi deve ancora mostrar di “valer bene”…l’attesa.
Ad ogni gara la sua pena, e domenica ci tocca una Pistoiese che è nostra diretta concorrente per la salvezza, che ha i nostri stessi punti, che ha vinto meno di noi, ma perde anche molto meno e che nell’ultima uscita a Siena ha perso, soltanto nel voluminoso recupero della gara, la possibilità di portar via l’intera posta.
Insomma, come sempre, non sarà facile.
Ma, come ieri, avantieri e domani, saremo lì, anche noi, ad attendere buone nuove dalla nostra amata…
Ad Majora Ragazzi, nunc et semper OléOlbiaOLé
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