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IL RAGAZZO DELLA
VALLE STRETTA DEL FIUME

Il futuro è un viaggio solitario.
Sarà per questo che Alessandro Steri, anche per nascere deve fare un piccolo lungo viaggio, all’ospedale di San Gavino. Perché nella sua ridente “valle stretta del fiume” (s’ega ‘e riu) possibilità di venire al mondo “ufficialmente” non ce ne sono.

Ma lui è davvero uomo del fiume, tant’è che da due anni ha scelto di trasferirsi in un’altra bellissima vallata della Marmilla, sulle sponde occidentali del Flumini Mannu (Fiume Grande), con un nome altrettanto suggestivo Lunamatrona (luna regina).
Da Segariu a Lunamatrona per costruire con Cinzia, sua moglie, e Guendalina Maria, ultima arrivata da pochi mesi, la sua nuova storia di uomo.

Anche i campioni cominciano come tutti noi, con un calcio.
Ed il viaggio è la costante anche del calciatore Alessandro. A Segariu, all’incirca 1200 anime, non c’erano le condizioni per iniziare la sua avventura nel pianeta della sua passione.

E quindi dai 10 anni fino a i 17 è un continuo incedere tra il suo borgo e Cagliari, la grande “mela” dell’Isola, dove mostra da subito di essere tra i pochi (della sua generazione) predisposti a fare di questa “arte” una professione.
Comincia con la scuola “gigiriva” e finisce presto sotto il vigile occhio di Virgilio Perra, storico coach-scout di tanti talenti targati 4mori, che a 16 anni compiuti lo butta nella mischia dell’Atletico Elmas che all’epoca milita con grande onore nella serie D.
In tre anni saranno quasi 90 partite ed una fama che comincia a contornare la sua figura di “faticatore” e cesellatore del centrocampo. Lo chiamano ad Alghero in C2, ma lui preferisce andare con il suo papà sportivo Perra, a Nuoro in Eccellenza.riitratti
Sarà un’apoteosi, mai vista prima ne dopo nell’eccellenza sarda: 82 punti conquistati su 90, 26 vittorie, 4 pareggi, nessuna sconfitta, 87 reti realizzate, 16 subite.
Alessandro di quelle 30 gare ne disputerà 28, segnando anche 3 gol.
Nuoro e i 3 anni alla Nuorese sono una delle parentesi più suggestive della sua carriera, nel secondo si passa velocemente nella serie D e si arriva subito in C2.

Alessandro STERI - San Gavino- 13 febbraio 1985
ANNATA SQUADRA SERIE GARE MINUTI GOL SQL
2001-02 Atl. Elmas D 24 1989 1 -
2002-03 Atl. Elmas D 31 2528 1 -
2003-04 Atl. Elmas D 33 2970 - -
2004-05 Nuorese Ecc 28 2485 3 nd
2005-06 Nuorese D 32 2830 2 nd
2006-07 Nuorese C2 2 48 - -
dic 2006 Casale D 18 1310 - -
2007-08 Nuorese C2 25 1566 2 nd
2008-09 Villacidrese D 29 2143 3 nd
2009-10 Villacidrese C2 29 2264 6 -
2010-11 Villacidrese C2 27
1863
1 2
2011-12 Arzachena D 32 2591 10 1
2012-13 Casale C2 13
953
- -
2013-14 Budoni D 31 2788 5 4
2014-15 Olbia D 31 2680 2 1
2015-16 Olbia D 27 2003 - 1

Il piacere senza rischi non ha sapore.
La C2 a 20 anni è un traguardo che mi inebria, sento che la svolta è arrivata e probabilmente posso lavorare sodo per continuare a meritarmela. L’anno dopo scelgo comunque Casale in D dove c’è in ballo un altro progetto a lunga scadenza che mi porta comunque alla terza promozione in quattro anni.”
Per tutta una serie di circostanze, la sua prima volta a Casale si rivelerà un boomerang. Torna a Nuoro, poi ancora promozione in C2 con la Villacidrese.

Mentre racconta il suo cammino in retrospettiva, ci tiene a dirmi: “Non so davvero se mai il treno della fortuna si sia fermato per consentirmi di salirci sopra; penso onestamente di avere avuto quello che mi sono costruito con tanti sacrifici e di fare la professione che ho sempre sognato da bambino; quel che è certo è che non mi sono mai fermato a guardarmi indietro.
Ha imparato da ragazzo (soprattutto ai tempi del diploma in ragioneria a Sanluri la mattina, e gli allenamenti ad Elmas nel pomeriggio) a non perdere mai le coincidenze che anche la vita di atleta gli poneva davanti.

Ogni terra non produce ogni frutta
Così, tre anni fa, alla fine della seconda stagione di Casale, decide autonomamente di disoccuparsi, frequentando il corso speciale estivo messo in piedi dall’associazione calciatori ed acquisendo anche il patentino per allenatore in seconda (fino alla serie D). è allora che Nieddu, direttore tecnico dell’Olbia, si interessa a lui. Sembra cosa fatta, ma invece della casacca bianca sceglie Budoni, poi ancora a dicembre lo scorso anno si riparla di lui all’Olbia.

Si è vero, io pensavo di poter arrivare prima all’Olbia, ma una cosa è un trasferimento estivo, altra cosa più complicata un trasferimento a dicembre. Non basta solo la tua volontà.”

Non si era perso, aveva solo trovato destinazioni alternative.
Quest’anno tutto molto più semplice: “Se l’Olbia mi avesse chiamato non ci avrei pensato un minuto e così è stato. Avevo preso atto del progetto, di una scelta che mi ricorda in qualche modo quelle vissute belle promozioni di Nuorese e Villacidro.”
Squadra e compagni tutti nuovi, difficile trovare la sintesi perfetta, ma tra uno sbalzo e l’altro, Alessandro conquista spazio e centralità nella manovra: domenica con Anzio è stato il migliore insieme ad Oggiano. “Spesso, come a Budoni, giocavo basso di centrocampo, ma a me piace scorrazzare anche in avanti, domenica ho sbagliato nel tiro se no segnavo il primo gol in maglia bianca”
Gli dico che i suoi polmoni ed il suo scorrazzare in mezzo al campo al servizio della causa mi ricordano un mito della storia bianca, quel Bruno Selleri che per le sue grandi capacità di sacrificio venina chiamato “carrapane”. Mi chiede cosa vuole dire, e dopo avergli spiegato, sia chi fosse Selleri, sia l’antico mestiere di chi portava il pane nelle case della gente, mi dice semplicemente: “per me è un onore, spero di meritare simile accostamento.

Molto da correggere non è mai troppo da correggere.
Sui nuovi compagni e sul nuovo campionato ha le idee fin troppo chiare: “è anche giusto che veniamo criticati, perché di sicuro possiamo dare molto di più, ma non dimentichiamo che solo per frazioni di secondi abbiamo 4 punti in meno in classifica. Ma stiamo lavorando per correggere i nostri difetti e superare i nostri limiti, penso che da dicembre in poi sarà tutto un altro campionato.

Allora ci credi in questa promozione?
“L’anno prossimo l’Olbia festeggia i 110 anni, io i miei primi 30, la mia bambina il suo primo anno: quale regalo più bello del pokerissimo della mia quinta promozione, la quarta in serie C. Si ci credo!.”