AREZZO-OLBIA 2-1

Arezzo: Daga, Luciani, Borghini, Baldan, Corrado (58’ Ceccarelli), Tassi, Foglia, Belloni, Caso, Cutolo (87’ Rolando), Gori. A disp.: Casini, Mosti, Nolan, Mesina, Zini, Più, Sbarzella, Benucci, Raja, Cheddira. All.: Daniele Di Donato
Olbia: Crosta, Mastino, Gozzi (71’ Pitzalis), La Rosa, Pisano, Lella, Muroni, Biancu (32’ Manca; 71’ Pennington), Vallocchia, Ogunseye, Doratiotto (71’ Parigi). A disp.: Van der Want, Dalla Bernardina, Zugaro, Miceli, Verde. All.: Luca Raineri (sq. Filippi)
Arbitro: Giuseppe Emanuele Repace di Perugia.
Reti: 27’ Gori, 63’ Cutolo, 83’ La Rosa
Note: corner 6-3; amm.: Manca, Borghini, Muroni, Belloni; rec.:+1’/+ 4′. 

Tutte le volte che giochiamo con Arezzo, guardo la partita con la simpatia e la vicinanza di un indelebile ricordo del passato.
Difficile spiegarlo bene, però è come se al mio fianco ci fosse anche Lui, quel ragazzo di 22 anni, nato poco  distante dalla città del Saracino, che sognava di difendere la porta della “sua squadra” e che, la malasorte del “satana del pallone”, decise di “immolare” per un sacrificio umano che il Nostro Bruno Nespoli ha “onorato” per sempre, nella nostra storia.
Grazie alla spirituale“compagnia” di Nespoli, personalmente con l’Arezzo io non perdo mai, perché quando mi tocca farlo almeno Lui sorride.
Ieri però è stato diverso, perché in questa occasione accanto a me, seduto dall’altra parte, c’era anche il “mio” altro Bruno, o meglio mio Fratello Brunetto, che nella speciale occasione in cui, grazie a Serena che gli ha regalato la splendida bellezza della piccola Vittoria, è diventato NONNO, ed ha “pensato” bene di godersi con me lo… spettacolo, per un’altra… vittoria
. Insomma, per le giravolte della sorte, credevo che (quantomeno grazie a Vittoria) io e Brunetto avremmo finalmente “sfottuto” , sportivamente parlando,  il Nostro “eterno” Portiere.

Invece, è andata com’era scritto nelle sacre regole del calcio: la squadra più forte e più dotata ci ha battuto sonoramente, ben aldilà di quel che non dica il risultato.
Nel primo tempo ci hanno nascosto la palla.
Al 27’ Gabriele Gori (un classe ’99, il cui futuro viola appare più che radioso, oltreché già segnato) ci pensato poco per sfruttare l’unico “grande” pertugio che il duo Gozzi-La Rosa ha pensato male di concedergli.
L’unica volta che, un po’ goffamente, ci hanno “regalato” un piazzato, La Rosa ha “fatto le prove” per la sua abituale “istoccada”.
Per il resto 5 occasioni per loro (con tre miracoli di Crosta) 1 gol fatto e tanta, ma proprio tanta inferiorità da parte nostra.
La ripresa è sembrata andar meglio. Quantomeno per il lodevole spunto (l’unico in tutta la gara) in cui funziona il tandem Ogunseye-Doratiotto, solo che il virgulto di Sestu invece di chiudere lo scambio decisivo con RobertONE ha pensato “male” di provare una contorsione innaturale del corpo per un inutile tiraccio da dimenticare.
È stato solo un bagliore perché subito dopo, Cutolo si invola senza alcun ostacolo, stuzzica Gori con un filtrante che “vede” Belloni sulla destra, cross in area dell’ex Carpi, per il mancino prezioso dell’accorrente Cutolo che, son una finta nel tiro mette a sedere Mastino, e carica uno “scavetto” imprendibile per  Crosta.
Un’azione bellissima e da manuale, per un doppio vantaggio meritatissimo.
Sul 2-0 ha continuato a non esserci storia…
fino a che, sempre lui, il Luca terranoesu, non inviava al conterraneo sardo Daga quel messaggio “terra-aria” impossibile anche solo da vedere, per un 2-1 che riapriva il match, chiuso, purtroppo e malamente, subito da un tiraccio di Lella, sulla respinta di Daga all’incursione bellissima del “Canguro biondo” in procinto di partire per la Cina per la meritata convocazione con la sua Australia.

Insomma, alla fine nonostante la nostra manifesta inferiorità, abbiamo persino qualcosa da recriminare.
Ma, a dirla con il “poeta”… se tutto va bene siamo Rovinati.
Lontani già 5 punti dalla zona sicurezza, stiamo sprofondando nell’abisso. Siamo messi male come organico, siamo a terra nel morale, siamo “mosci” nel gioco e nella corsa (al Città di Arezzo gente come Cutolo, alla soglia dei 36 anni, correva come un grillo, mentre noi passeggiavamo), siamo privi di qualsiasi prospettiva all’orizzonte, insomma siamo un malato “lungodegente”… come lo sono anche tutti i tifosi delusi e depressi.

E neanche io mi sento troppo bene…

E, detto fra noi, oggi provo anche un po’ di invidia per il sorriso di Nespoli, e per la Felicità di Brunetto che, questa ennesima caduta della Nostra Olbia, non ha per niente intaccato, visto che Lui la “SUA Vittoria” l’ha già avuta, ed è… per sempre.

Ad Majora Ragazzi, nunc et semper OléOlbiaOlé
Simprie.