IL PONTEDERA ha 21 punti, occupa la 6ª posizione in classifica, in coabitazione col Pescara e l’Ancona-Matelica.
Ad oggi ha conquistato 17 punti  tra le mura amiche e quattro in trasferta, con il pareggio a Pesaro, per 2-2 nella seconda giornata e la vittoria a Viterbo nell’ultima trasferta prima di Olbia.
In sostanza ha 4 punti più di noi anche se, soprattutto in quest’ultimo mese, ha mostrato di avere trovato nuova linfa per le sue ambizioni che come nelle due ultime stagioni, sono quelle di “regalarsi” un posto stabile nei playoff.
I ragazzi di Ivan Maraia, alla sua quinta stagione sulla panchina amaranto, hanno saputo risollevarsi da una che dopo la splendida  vittoria casalinga con Entella (2-1) li aveva portati in una baratro di 4 sconfitte pesanti (Gubbio, Cesena e Fermana fuori, Lucchese in casa) ed un solo pareggio  seppure prestigioso contro la capolista Reggiana al Mannucci per 2-2.
Ad Olbia arrivano con un filotto di tre bellissime vittorie consecutive, con Grosseto, Viterbese e Pescara.
Giocano un 3-5-2 molto produttivo che soprattutto in avanti gli consente una grande mole di occasioni da gol, visto che con 23 gol realizzati, sono il terzo attacco del girone dopo Reggiana (26) e Modena (25).
Ma in un girone dove si segna tanto (368 gol contro i 352 del girone A e i 350 del girone C) si incassa anche altrettanto e, così, anche per il Pontedera le 19 reti al passivo, dicono che lì dietro le cose non vanno proprio a…. meraviglia.
Maraia finora ha utilizzato 22 giocatori uno meno di Scanzi.

Di questo gruppo 14 sono millennials, compresi si due portieri Angeletti e Sposito, 2 (Mutton e Benedetti) sono del ’99, tra gli altri 6, i più attempati sono il difensore argentino Marcos Espeche 36 anni e, l’inossidabile capitano, Andrea Caponi (33 anni) che ad oggi ha al suo attivo: 262 partite in maglia granata, in 8 stagioni.
Nelle ultime 6 in serie C il centrocampista empolese, sempre nel girone dell’Olbia,  ha timbrato 148 presenze, 16 gol e 39 assist (1 gol e 6 assist sono di questo ultimo scorcio di campionato). Caponi ha saltato solo la partita di Grosseto per squalifica (per somma di ammonizioni) ma, nelle altre 14 quattordici, è stato sostituito solo una volta per 9’ nel finale con l’Ancona-Matelica.
Assieme a Caponi altri punti indiscutibili di questo Pontedera sono sicuramente quelli sempre schierati nel rettangolo di gioco da mister Maraia, vale a dire Milani, Benedetti, Barba, Perretta e Magnaghi.
Lorenzo Milani, per squalifica salterà Olbia e, lo diciamo a bassa voce, per noi non è proprio una… brutta notizia.
Anche perché l’ultima sofferta, ma meritata, vittoria con Pescara porta il suo indiscutibile sigillo, visto che il suo ingresso a gara in corso (al 37’ del primo tempo al posto di Parodi) ha cambiato le davvero sorti dell’incontro.
Infatti… allo scadere del  secondo minuto di recupero nel primo tempo: Magnaghi difende bene un pallone dal contrasto di un avversario e serve Barba sulla destra che, con precisione millimetrica, serve l’accorrente “pendolino” Milani sulla sinistra che, a doppia velocità, insacca per il primo gol.
….Ancora più esaltante la seconda rete dei granata con una “volata” in micidiale ripartenza, di uno scatenato Milani che giunto nei pressi dell’area saetta la palla sulla traversa e sulla ribattuta Magnaghi, sempre al posto giusto nel momento giusto, non fatica a ribattere in rete.
Domani pomeriggio, anche senza Milani, avremo qualche altra gatta da pelare.
Su tutti, indiscutibilmente, attenzione massima su un “indemoniato” Simone Magnaghi che, a 28 anni appena compiuti, sta completando la più bella e convincente stagione della sua carriera.
È il capofila indiscusso dei marcatori con 11 reti, l’unico in doppia cifra e, a dir poco, scatenato, nelle ultime 3 partite vinte dalla sua squadra: 4 delle 7 reti segnate per la conquista degli ultimi 9 punti, portano la sua firma. Ma quel che impressiona di questa punta, completa in tutti i fondamentali di tecnica, corsa, tiro e fiuto del gol, è la sua imprevedibilità che rende molto, ma molto complicata la sua marcatura.
Ha segnato in 9 gare sulle 15 disputate, ed è stato decisivo in tutte le 6 vittorie sin qui conquistate dai toscani e, con i suoi gol ha anche salvato due buonissimi pareggi, con Carrarese e con la capolista Reggiana.
Segna in tutti i modi: 2 rigori su 2 realizzati, 3 reti da fuori area, un destro con Carrarese e, contro Entella dal limite, uno con sinistro l’altro col destro, una splendida inzuccata contro Cesena,  4 gol di “rapina” su ribattute, traversa, portiere o errori dei difensori.  
La grande vena realizzativa del suo bomber e il cinismo della squadra nello sfruttare tutte le possibilità di andare in gol, hanno il contraltare nella difficoltà del Pontedera di “fare gioco”, di comandare le operazioni in mezzo al rettangolo di gioco.
Non è un caso se le ultime tre vittorie, siano arrivate contro squadre (Grosseto, Viterbese e Pescara) che per più tempo (mediamente il 58% dei 90’) hanno tenuto il pallino del gioco.
Nel secondo tempo di Viterbo, dopo uno scoppiettante 2-2 dei primi 45’, i toscani non sono mai arrivati nell’area dei padroni di casa se non in due occasioni:
– un corner al 63’ calciato da Caponi che, su un errore nella presa del portiere laziale Daga, ha generato una mischia complicata ma senza alcun risultato pratico;
– una punizione al 96’ del solito Caponi che, magistralmente, serve la testa di Espeche  che, in posizione avanzata su tutta la difesa Viterbese, spizza la parabola che manda la palla in rete per il 3-2 finale.
Insomma domani al Nespoli arriva una squadra che fa della concretezza e del cinismo la sua caratteristica vincente.
Meglio, molto meglio per noi se fossimo bravi a batterla, magari con meno fronzoli e con le loro stesse armi: concretezza e cinismo!
Buona partita a tutti.
Tore Zappadu