Cuneo-Olbia1-0
Cuneo ( 4-4-2): Marcone; Castellana, Cristini, Mattioli, Santacroce (46’ Marin); Borello (59’ Romanò), Said (73’ Paolini), Suljic, Celia (65’ Bertoldi); Kanis (65’ Caso), Gissi. A disp: Gozzi, Ferreyra, Spizzichino, Sadotti, Jallow, Alvaro, Maresca. All: Scazzola
Olbia ( 4-3-2-1): Marson, Pisano (56’ Pinna), Bellodi, Iotti, Cotali; Pennington, Muroni, Vallocchia; Biancu (79’ Tetteh), Martiniello (83’ Cannas), Ogunseye. A disp: Crosta, Van Der Want, Cusumano, Pitzalis. All: Filippi
Arbitro: Maggio di Varese
Rete: 43’ Borello su rigore
Note: corner 8-2 per Cuneo; amm. Bellodi, Ogunseye, Pinna; Marin e Kanis; esordio in serie C di Daniele Cannas, classe 2001 di Bitti; rec: 0’ e 6’.

Davvero molto complicato attendersi qualcosa di diverso, da una squadra ridotti al… minimo sindacale.
Tutto abbastanza scontato e prevedibile.
Con una infermeria stracarica di titolari insostituibili ed una panchina ridotta al lumicino, appare persino discretamente positivo, averne perso con un solo gol di scarto.
Ma, forse, sarà meglio non assuefarsi alla rassegnazione.
Oggi il migliore in campo (dei nostri) è stato indubbiamente Marson che in almeno 4 occasioni ci ha salvato letteralmente il “sedere”, ed in una è stato lui ad essere aiutato dal palo. Persino nell’occasione del fallo da rigore il nostro portiere era chiaramente in anticipo su Gissi e soltanto l’ingenua spinta di Bellodi sull’avanti piemontese, ha evitato che anche, in questo caso, Mason risultasse provvidenziale a decisivo.

Ma, allo stato dell’arte, noi NON ABBIAMO MAI TIRATO SERIAMENTE IN PORTA. Se si escludono il discreto piazzato di Vallocchia, un “buffetto” di Martiniello ed un “appoggio” con la capoccia di Tetteh, per il resto siamo stati davvero INCONSISTENTI.

Questo da un punto di vista tecnico e tattico. Perché, a dire il vero, nei venti minuti del caotico e convulso finale (soprattutto con l’entrata in campo di Tetteh), abbiamo provato, con i denti e con il cuore a raddrizzare una prestazione, fino a quel momento, assolutamente deficitaria. Due giocatori su tutti, Borello nel primo tempo e Caso nella ripresa, sono bastati a farci vedere i sorci verdi e a sanzionare come più che meritato il primo successo del Cuneo che, sul suo campo, non vinceva dal 15 aprile dello scorso campionato quando batté la Viterbese per 1-0. Ma, in fondo, anche il fatto di essere una sorta di “sciaccia pensieri” per le squadre in difficoltà, è un’altra costante dell’Olbia di queste tre stagioni tra i professionisti. Qualcosa o, meglio, più di qualcosa non va in questa Olbia che quando scende in campo è pervicacemente, sempre uguale a se stessa: lenta, prevedibile, scontata e inconcludente.
Finora, quantomeno nelle prime apparizioni, siamo stati salvati dalla classe extra-serie di talenti come Ragatzu e Ceter, ma anche con loro, in difesa abbiamo sempre subito e penato alquanto, anche in occasione delle prime due vittorie. Desta più di qualche apprensione anche questa mastodontica “morbilità” delle nostre rose. Lo scorso anno, tra infortuni e “fermi terapeutici” abbiamo raggiunto complessivamente 96 giornate di “assenze”, vale a dire 2,6 giocatori assenti ogni giornata. Ad oggi in queste prime 5 uscite, abbiamo collezionato la bellezza di 18 giornate di “indisponibilità” vale a dire 3,6 giocatori assenti per ogni giornata. Ho scritto sopra che, a Cuneo, siamo andati con una “comitiva” ridotta ai minimi termini e, se questa sequela dovesse perdurare, tutto il resto sarebbe inutile. Il bel giocattolo che avevamo appena ammirato agli inizi di questa avventura sembra decisamente arrugginito e, pericolosamente, fragile. Probabilmente, una qualche riflessione andrebbe fatta anche sull’efficacia della guida tecnica che, al di là delle sua invidiabile caratura umana d’incondizionato e inossidabile ottimismo, potrebbe, allo stato dei fatti, non essere sufficiente per l’attraversamento di un guado che, di giornata in giornata, allontana pericolosamente il suo…. approdo.

Ad Majora Ragazzi, nunc et semper Olé OlbiaOlé,

Simprie.