RIMINI-OLBIA 3-0
RIMINI:
Zaccagno, Pasa (85’ Tanasa), Panelli, Tonelli (61’ Rossetti), Delcarro,  Regini, Sereni (61’ Gabbianelli), Laverone, Santini (85’ Accursi), Pietrangeli, Vano (67’ Mencagli). A disp.: Galeotti, Lazzarini, Haveri, Acquistapace, Rosso, Tofanari, Eyango, De Rinaldis. All. Gaburro.

OLBIA: Gelmi, Gabrieli (72’ Fabbri), Bellodi, Brignani, Travaglini, La Rosa (61’ Zanchetta), Biancu, Ragatzu, Contini (46’ Babbi), Minala (67’ Incerti), Sueva (60’ Boganini). A disp.: Van Der Want, Renault, Occhioni, König. All. Occhiuzzi.
Arbitro: Eugenio Scarpa di Collegno.
Reti: 17′ e 56’ (rig.) Santini; 37′ Vano.
Note: corner: 9-5; Amm. La Rosa, Biancu, Contini; rec.: 0+3’; spettatori: 2.451 spettatori per un incasso totale di 12.209 €.

RIMINI?
Come sempre…Mal suol di Dolori… per i nostri colori.

Nella figuraccia di questo 3-0, c’è molto di più di “una sveglia” sonoramente sbattuta in faccia alle nostre ambizioni di obiettivi prestigiosi in questa stagione.
Come squadra, in questo disastroso match, NON SIAMO ESISTITI.
Dal primo all’ultimo, i nostri Ragatzi, sono stati l’ombra di se stessi, mandando in cantina tutto il buono che avevano fatto intravvedere prime tre apparizioni.
A chi di dovere, intervenire quanto prima per cancellare questa brutta pagina di una stagione che all’orizzonte, ora più che mai, adombra contorni di colori cupi e problematici.
Le troppe lodi sulla nostra forza difensiva, hanno mostrato tutta la loro insussistenza: regalando 3 gol agli uomini di Gaburro con due “stronzate” (termine “tecnico” mai così appropriato) di Minala nel fallo rigore e nella palla “regalata” a Vano, nostro storico incubo  dagli anni di Giorico e del Terracina; e la terza “pappina” (pasticcio tecnico consumato in tandem) dai nostri due baluardi (La Rosa e Brignani) nella deviazione sul tiro di Santini.
Sotto di una rete poco dopo la il primo quarto di gioco, del seguito non abbiamo capito più niente… a parte l’altra pessima esecuzione del tiraccio di Contini al 13’ “liberato” al tiro da una magia di Danielinho.
A proposito del nostro indiscutibile “divin esteta di Quartu”, ci permettiamo di esprimere il nostro crescente timore su una certa involuzione delle sue  consolidate doti balistiche, anche per evidente “carenza” di “Spalla”.
Come a teatro o nel cinema, i grandi attori protagonisti hanno ed avranno sempre una “spalla” che sostenga il peso dello spettacolo, al nostro più grande goleador nella storia della serie C, manca il “socio” che condivida con lui la quasi totalità del peso offensivo che possa mantenere lo stesso trend; per quanto bravo da solo lì davanti può fare… quel che può.
Sembrano davvero “svaniti” nel passato remoto i compagni di “tandem del gol” come Capello, Kouko, Ogunseye, Ceter e King Udoh.
Ad inizio di campionato Ragatzu aveva una media-gol del 35,71%, vale a dire ben più di un gol ogni 3 partite disputate, e dopo questa 4ª di campionato abbiamo qualche discreto dubbio.
Niente da dire sulle potenzialità dei giovani virgulti che, finora, si sono impegnanti in questo difficilissimo compito, li davanti assieme al giocatore di maggior classe che abbiamo l’onore di avere in squadra, ma…. in attesa di vedere all’opera Nanni, abbiamo tutto il diritto di essere più che preoccupati.
Prima di chiudere definitivamente questa nefasta quarta rappresentazione stagionale, due considerazioni.
Una positiva, relativa al discreto nuovo passo in avanti di Robertino Biancu.
Il “sassarino in ciabi” ha ricominciato ad usare i suoi piedi magici anche verso la porta avversaria mostrando, ne siamo sicuri, come nel recentissimo passato di poter essere utilissimo per debellare questa “preoccupante” afasia realizzativa.
L’altra considerazione, per tirarci su il morale è “storica”, visto che dopo questa figuraccia al Romeo Neri, può consolare le nostre giovani “meringhe” (dal madrilista “merenghes”) che nessun altra Olbia del passato sia rimasta indenne dalla “maledizione” (sportiva, si intende) di Rimini.
Come detto all’inizio Rimini per Noi è “suol di Dolore” perché nelle altre 7 occasioni abbiamo subito 6 sconfitte nette e un solo 0-0.
Parliamo di fine anni ’60 e della prima metà anni “settanta” (con le panchine di mister Zio Palleddu, De Petrillo, Colomban, Milan, Orazi e Rambone) perdemmo la prima per 4-0 (reti di Faloppa, Rosa, Castagner, Ghelli) il 27 ottobre del 1968; l’ultima, prima di oggi, ancora con un 3-0 il 12 ottobre del 1975 (2 reti Carnevali ed una Fagni).
In tutto a Rimini abbiamo subito 19 reti comprese quelle di oggi, segnando due solo gol grazie a due grandi interpreti del nostro passato: Ennio Giuntini (56 presenze, 10 gol), toscanolbiese di indubbio valore, e un olbiesino purosangue, difensore dal piede buono, di nome e di “nostalgia senza fine” che si chiamava Martino Piras (10 partite 1 gol), volato in cielo in età drammaticamente prematura, che il 15 aprile del 1973 al 58’ attutì i danni segnando la nostra rete per il definitivo 2-1 (per loro Garri e Rossi).

Non sembri quindi fuori luogo se ci permettiamo di ricordarlo con una istantanea che lo ritrae assieme a Bruno Selleri, altro intramontabile Biancolbiese del nostro passato.

Ad Majora Ragatzi, et nunc et semper OlèOlbiaOLè,
Tore Zappadu