In queste giornate di “clausura domiciliare”…
C’E’ UN PO’ DI SPAZIO PER “RIABBRACCIARE” I RICORDI …
senza alcun obbligo di distanziamento sociale.

Oggi ricordiamo RICCARDO CAZZOLA– articolo del 2008…

I RICORDI DI BIANCO VESTITI

A cavallo tra l’impresa di Valenza e la vittoria sul Pavia si è regalato una festicciola per i suoi primi 23 anni.
Sembra un modello di Donato di Niccolò, detto Donatello.
Un suo compagno dice di Ricky Cazzola “sradica il pallone dai piedi dell’avversario.”
Il difficile non è tanto essere bravi, quanto sembrarlo. Talvolta anche i critici svirgolano, uno gli dà 8 un altro 5.
Confesso che non leggo le pagelle, è stato Testa che me lo ha fatto notare. Evidentemente non passo inosservato.”
Un uomo per quanto grande, non può fare a meno di nascere dove è nato.
E lui è di Verona, famiglia di quattro ragazzi. L’unico che si dà al calcio, ma studia e si diploma da ragioniere.

A 17 anni, dopo la trafila nelle giovanili scaligere, viene visto e richiesto dal Perugia.
Odora la seria A, gioca le amichevoli, la Coppa Italia.
Alle volte convince, ma non sfonda.
Nessuno che è mai bravo abbastanza, lo è abbastanza presto.
Rientra a Verona, gioca in eccellenza poi va alla Samb: “è stato un periodo bello, ambiente stupendo, ho imparato tanto dai grandi, non ho giocato molto, ma devo parecchio a quel periodo.”
Bisogna sempre tentare di essere bravi, non foss’altro che per dare l’esempio.
E lui continua a macinare chilometri sul rettangolo di gioco, non nasconde mai la gamba, ne prende e ne dà, non protesta mai: “A cosa serve? Tanto l’arbitro ha sempre ragione.
Fino al suo arrivo ad Olbia non conosce squalifiche, né ammonizioni: “Qui d’improvviso tutti gli arbitri mi vedono cattivo. Ma io non gioco mai a far male.
Ma intanto è stato il primo di C in squalifica: 4 ammonizioni nelle prime 4 partite.
Lo scorso anno si trova ad Arezzo. “Dovevamo vincere la C1, faccio una ventina di gare, ma non mi sentivo protagonista di quel progetto. Qui è diverso, Olbia mi ha convinto proprio perché qui posso giocare anche le mie carte.
Sa che questa sarda è la carta della svolta, perché lui cerca le grandi praterie, ma intanto coltiva quelle piccole.
Ed è diventato un idolo della tifoseria bianca che, negli ultimi vent’anni, non si era mai sollevata (tutti in piedi) per applaudire un gesto tecnico come quello messo in scena da Ricky contro Vercelli: 60 metri di discesa, 3 avversari saltati e pallonetto quasi perfetto con palo finale.
Quando tuona un gran numero, lampeggia il genio del calcio.
E chi entra nel cuore degli umili ha il dono della grandeur.
L’argilla è necessaria per creare un vaso.
Ma la sua utilità dipende dal contenuto.
Il padreterno ed i genitori hanno creato questo marcantonio di 1,90 cm, dandogli il dono del calcio; a lui tocca darci il bel calcio; deliziandoci e regalandoci il sogno.
SALZA