Alla sosta dicembrina, prima ancora che finisca la sessione del calciomercato, abbiamo monitorato come e quanto sia stata “sfruttata” la rosa a disposizione da parte delle 19 panchine, rilevando i dati più salienti che riguardano presenze ed utilizzo dei calciatori a disposizione.

Questo è il quadro che ne salta fuori. 
Il girone A ha completato la sua 21ma giornata, vale a dire che ha terminato il girone di andata e chiuso già 2 giornate del ritorno. Due squadre (Cuneo e Siena) hanno da recuperare una partita (18ma di andata) rinviata per il maltempo. Altre due squadre (Pistoiese e Alessandria) hanno completato le due giornate di riposo, previste per ciascuna delle 19 contendenti, per cui allo stato 15 squadre su 19 hanno al loro attivo 20 gare, mentre le 4 sopra citate sono ferme a quota 19.

Alessandria e Prato, sono le uniche due squadre a non aver schierato alcun “sempre presente”.
Carrarese, Olbia, Pisa, Viterbese su 20 gare e Pistoiese su 19 hanno invece 4 calciatori “Full Time” che in totale sono 48, anche se due di loro (Piroli dell’Arzachena e Marotta della Giana Erminio) il prossimo turno dovranno scontare un turno di squalifica.
Tra gli “staccanovisti” del girone, ben 9 sono portieri; e 15 sono under dei quali comunque abbiamo scritto diffusamente su QUESTA pagina.

Allo stato dell’arte, è il Livorno la squadra che ha utilizzato il maggior numero di atleti: 26 in totale; la Pro Piacenza è invece fanalino di coda con soli 20 giocatori scesi in campo.
Nell’anno dell’esordio della norma sulle 5 sostituzioni è sempre il Livorno che ha fruito al meglio di questa opportunità, effettuando 88 sostituzioni sulle 100 disponibili. Fanalino di coda è l’Olbia con la metà esatta (44 sostituzioni) rispetto alla capolista. Abbiamo pensato anche di raggruppare la qualità di queste sostituzioni, annotandole prima e dopo l’80’ minuto di gara, ritenendo che in qualche modo quelle degli ultimi minuti siano spesso e necessariamente delle sostituzioni di “respiro” con minore valenza tecnica o tattica.
In questo caso si nota come siano le squadre di coda e di testa quelle che hanno cercato di intervenire prima degli 80’ per provare a cambiare qualcosa negli schieramenti iniziali; il Gavorrano lo ha fatto nell’83% delle sue sostituzioni; Pistoiese per 81%, Pisa 79% e Livorno 78%. La media complessiva segnala un 71,6%, quasi i tre/quarti del totale, di sostituzioni decise per correttivi in corso d’opera.

Ben 11 su 19 squadre sono sopra la media, altre 6 molto prossime alla stessa media, comunque tutte sopra il 63 per cento, mentre desta una certa curiosità il fatto che le squadre più “conservatrici” (per scelta o per necessità?) siano proprio le due sarde: Arzachena con il 58% soltanto di cambi tattici, e l’Olbia (Solitario fanalino di coda) con un problematico 50%, 22 volte su 44, con l’aggravante che tre di queste sostituzioni sono state persino obbligate da altrettanti infortuni dei suoi titolari.
Tra i 22 giocatori impiegati dalla squadra bianca sono 3 quelli che hanno un minutaggio inferiore ai 18 minuti, altri due (Senesi Arras) sono quelli deputati al ruolo di subentro negli ultimi minuti. Considerando infine gli infortuni, più o meno gravi, di Biancu, Geroni, Piredda e Feola (ad oggi 38 giornate complessive, circa 2 assenti per ogni partita), per l’aritmetica avanzano 13 giocatori che è, di fatto, l’organico su cui Mereu ha potuto contare finora.
Il Monza che, con 30 punti, accompagna l’Olbia nella quinta posizione in classifica, tra i 22 schierati non ha alcun giocatore nella fascia sotto le 3 presenze, tutti hanno accumulato più di 250’ minuti, ha effettuato 69 cambi e due volte su tre l’ha fatto prima dell’80’.

Il Livorno, capolista anche nel numero di giocatori schierati, a parte l’unica sporadica presenza di Maritato, alla prima partita, ha diviso in maniera più che razionale la sua rosa: 8 sono i calciatori espressamente deputati alle sostituzioni con 37 ingressi complessivi ed in una sola occasione (Gemmi alla prima di campionato) con la maglia da titolare; gli altri 18 tutti in rotazione, con ciascuno sopra le 10 gare, compresi i portieri (Mazzoni e Polidori) che, di fatto, si sono divisi le presenze.
Anche il Prato, come detto con nessun sempre presente come l’Alessandria, nonché fanalino di coda del girone, ha comunque sfruttato la sua rosa (25 i calciatori schierati) grossomodo, lungodegenti (Gargiulo) a parte, come ha fatto il Livorno: 7 giocatori prevalentemente destinati agli ingressi dalla panchina e 18 titolari a rotazione, compresi i due portieri. Anche la cenerentola Prato infine, come i cugini livornesi, ha pensato di utilizzare le sostituzioni per il 76% delle volte prima degli 80 minuti di gara.
Tore Zappadu