|
L'OLBIA CHIUDE I BATTENTI |

Una città che non ha pietà per i propri padri e rumina la
sua progenie. Olbia divora se stessa, sradica la sua storia infestando le
radici sue, più autentiche. Una città che crede di vivere solo perché piena di
boria e di soldi, di cemento e mattoni, di griffe e di buffi, una città che
cavalca solo il presente chè sembra radioso e infinito. Solo apparenze, solo
apparenza. Ad Olbia, complice una classe politica e imprenditoriale degne della
repubblica delle banane, chiude i battenti la più antica e storica aggregazione
sociale e sportiva. La più radicata e secolare società civile, mai vissuta
all'ombra di sansimplicio. Quando il borgo marino si chiamava ancora Terranova,
lo sport in città aveva deciso di chiamarsi Olbia. Una scommessa per il
sociale, sul sociale. Centocinque anni vissuti tutto d'un botto. Con onore,
senza mai un fallimento anche in mezzo alle due guerre. Centocinque anni
svaniti in un botto silenzioso e disonorante per chi lo ha permesso. E tutti
zitti, nessuno parla.
Perché allora dovremmo farlo noi?
E va bene, va bene così: SENZA PAROLE!
|
|
|
Scomparso Mario Zappadu, storico Cronista dell'Olbiacalcio. Mio Padre |
|
|
L'Addio di un vero grande Uomo: GRAZIE FRANCO |
|
Franco Rusconi lascia. Dopo tre
anni chiude i conti con una avventura "bella, appassionante e stimolante, ma
che non ha raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato." In una conferenza
stampa di "fine mandato" il Presidente ha detto poche cose, ma chiare:
1. Lascio dopo tre anni, come avevo detto quando rilevai l'Olbiacalcio da Mauro
Putzu;
2. Non lascio da sconfitto, anche se non siamo stati in grado di raggiungere la
promozione, ci siamo andati vicino e non abbiamo mai sfigurato, compreso
quest'anno che abbiamo dimostrato di valere quanto e più dei nostri avversari;
3. Non ho ricevuto nessuna
offerta, né da privati, né da cordate di alcun tipo; entro poche settimane
saldo tutte le spettanze e lascio la società senza debiti e senza incombenze
(l'unico contratto biennale è quello di Manuel Scalise, un giocatore simbolo di
questa squadra);
4. Garantisco che non lascerò il titolo ad avventurieri, ma è anche vero che se
entro breve tempo non si presentasse nessuno consegnerò le chiavi dell'Olbia
calcio al sindaco, perché io non la iscriverò al nuovo campionato.
Insomma, oggi, finisce l'era di un presidente galantuomo, di quei signori di
altri tempi che mantengono la parola data ed onorano tutti gli impegni che si
assumono, anche a costo di grandi sacrifici finanziari ed umani.
Con Rusconi si chiude, senza traumi e con grandissima dignità, una delle pagine
più belle e dignitose, talvolta esaltante dell'Olbia.
Adesso attendiamo segnali seri da quanti, in questa terra, in questa città, nella
nostra economia hanno fatto e fanno non solo fortuna, ma soldi e businnes senza
limiti.
L'Olbiacalcio, la più grande ed antica organizzazione umana di questa
Città, attende qualche segnale di riconoscenza.
|
|
|
|