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ADELANTE MACALLI, ANCHE SE NON...PUEDE

Mario Macalli, il gran patron della vecchia C e della nuova Lega Pro, continua nella sua idea. Questo è quanto dichiarato alla Gazzetta dello Sport. "La riduzione delle rose? Non vedo perché non dovremmo farlo. Non leviamo niente a nessuno, e io faccio solo l'interesse delle 90 società che mi hanno eletto. Nel calcio si arricchiscono tutti: gli unici in perdita sono sempre gli imprenditori. Il calcio italiano è come l'Alitalia: un'azienda in fallimento. Lo dirò giovedì in Consiglio Federale. E mi meraviglia che le istituzioni non abbiano mai preso un provvedimento: si gioca ogni domenica senza che nessuno faccia niente. Non ce l'ho con i trentenni e non siamo in guerra con nessuno, ma bisogna fare una scelta per salvaguardare l'azienda calcio. Gli svincolati non troveranno posto? Affari loro, non siamo un ente di assistenza. La verità è che i disoccupati cronici sono quelli scarsi. I giocatori bravi una squadra la troveranno. E lo stesso discorso vale per i giovani: chi lo dice che l'anno prossimo gli '87 resteranno fuori dal sistema? Se sono bravi stanno dentro, altrimenti cambieranno mestiere. E comunque so che al 30 giugno quasi tutte le società non hanno più di 9 fuori quota in rosa. Qualcuno non ci sta ed è legittimo, l´importante è che il buon senso sia comune. Se i club più ambiziosi vorrebbero costruire squadre senza troppe limitazioni? Se poi vanno in B, dove le rose saranno limitate, che fanno? Rinunciano? Non credo. La contrarietà degli allenatori a quest'idea? Pensino a fare gli allenatori - conclude Macalli -. Quante volte li abbiamo sentiti lamentarsi di avere rose troppo vaste? Bene, non avranno più questo problema".

Tutto qui? A parte la testardaggine e la cocciutaggine di pensare che la sua e solo la sua, sia la ricetta buona per tutti i mali del calcio, il padre della Lega Pro sembra da un lato dimenticare che i giocatori, oltre ad essere un costo, sono anche l''unico vero patrimonio delle squadre di Lega pro; dall'altro Macalli sembra quasi rispondere (ci si perdoni la presunzione) alle nostre critiche cui, nel sito, abbiamo dato molto risalto.
Macalli, con lo sferzante cinismo di un ancienne padrone delle ferriere non si ferma dinanzi a niente. Ci saranno disoccupati (1200 i nostri calcoli)? "Vuol dire che sono scarsi." I giovani dopo essere stati spremuti per le quote, finiscono nel dimenticatoio? "Cambino mestiere." Un piccolo aneddoto, una domanda ed una proposta. In una squadra di prima categoria, all'età di 24 anni venne ingaggiato dalla Torres un piccoletto signor nessuno: Gianfranco Zola, il più grande calciatore sardo di tutti i tempi. Con il suo sistema, Zola sarebbe rimasto ad Oliena e, tutti noi, non avremmo mai goduto della sua splendida classe. La domanda? Signor Macalli, a quanti Zola dovremmo rinunciare, per le sue idee? Infine una proposta. Si potrebbe, visto che a lei piacciono tanto le quote, fare il contrario: fissare a 3 (è un esempio) gli over 35. Ci sarebbero di sicuro più giovani e meno danni.
FINALMENTE L'ASSOCIAZIONE CALCIATORI SI E' ACCORTA DEL TERREMOTO E DICHIARA LO SCIOPERO. MEGLIO TARDI CHE....

Salza

 
OLBIA 2008-2009
I primi arrivi:
righi.jpg RIGHI masciantonio.jpg MASCIANTONIO
webdallocco.jpg D'ALLOCCO

meme.jpg MEME'
daniello.jpg D'ANIELLO semenzato2.jpg SEMENZATO
(foto dal
calendario 2007
del Montichiari)
 
ISCRIZIONI ALLA LEGA PRO 2008-2009
FUORI MARTINA E CASTELNUOVO
Nessuna iscrizione per pugliesi e toscani. 2 forfait che pesano perchè pur essendo 2 piccole realtà erano ormai consolidate nel pianeta della C; il Martina ci tornò esattamente 10 anni dopo la retrocessione del 1991 e lo fece in modo trionfale trascinata dai gol della grande coppia Mitri-Prisciandaro; non solo vinse il suo girone di D con ben 85 punti ma l'anno dopo, ossia nel '02, vinse anche in C2 e la sua straordinaria marcia si fermò ad un passo dalla B per la finale persa contro il Pescara e per l'ingiustizia che in valle d'Itria ancora ricordano bene, ossia quando in seguito al "caso Catania" c'era un posto in B lasciato vacante dal Cosenza e che fu assgnato alla neopromossa Florentia V. e non a chi spettava sul campo. Poi 6 anni di C1 con sofferenze nel finale; p-out positivi l'anno scorso e retrocessione diretta quest'anno quando i problemi economici erano già esplosi a fine anno con la smobilitazione tecnica a cui era seguita una infruttuosa ed affrettata acquisizione di una quindicina di giocatori per non continuare con i giovani; tra l'altro con un altro grande rammarico per la sentenza ritenuta debole nei confronti del Lanciano; per questo il Martina non ha giocato la sua ultima gara nel professionismo per protesta. Anche il Castelnuovo era reduce da una lunga militanza di ben 9 anni consecutivi anche se tutti in C2; nel 2000 al suo 1° anno anche il miglior risultato, un 3° posto nel girone A con relativa semifinale p-off poi bissata nel '03 con un 4° posto nel girone B. Quest'anno  costretto per la 1° volta ai p-out anche con un aggravio di un -4 era arrivata una sofferta salvezza a spese del Rovigo ed anche il titolo di capocannoniere in coabitazione per il suo storico bomber Micchi, 6 volte miglior realizzatore dei toscani; ma incombeva una cessione societaria andata male.... Mentre i veneti della Sambonifacese si sentono già promossi ed altre squadre come Cuneo, Colligiana, Rovigo fremono ci sono altre società a cui la porta sarà chiusa in prima istanza; tra queste quasi disperata la Lucchese, ottimista la Juve Stabia che sarà comunque penalizzata come pure il Teramo (da tuttalac.it)
 
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