Giana Erminio-Olbia 2-2
Giana Erminio (4-3-1-2): Leoni; Madonna, Gambaretti, Montesano, Solerio; Piccoli, Maltese(80’ Dalla Bona), Pedrini (62’ Pinto); Bellazzini (75’ Perico); Mutton (62’ Perna), Cortesi. A disp. Marenco, Duguet, Fumagalli, Capano, Zulli, Sosio, Greselin,  Corti. All. Albè.
Olbia(3-5-2): Aresti; La Rosa, Gozzi, Pisano; Mastino, Lella, Giandonato (90’ Dalla Bernardina), Biancu (29’ Manca), Demarcus (68’ Pennington); Cocco (46’ Parigi), Ogunseye. A disp. Van der Want, Crosta, Verde, Dalla Bernardina, Zugaro, Belloni. All. Brevi.
Arbitro: Federico Fontani di Siena
Reti: 12’’ Cortesi; 22’ Madonna; 36’ e 60’ Ogunseye.
Note: corner 4-10 per l’Olbia; 74’ espulso per fallo da ultimo uomo Gambaretti; amm.: Cortesi, Maltese, Pedrini, Lella (diffidato salta la prossima), Mastino, Demarcus, Pennington, Dalla Bernardina.

A veder ripartire l’Olbia del “Venti-Venti” il mai dimenticato “filosofo” del secolo scorso, Renato Pozzetto, sin dalla prime battute avrebbe sicuramente esclamato, il suo proverbiale: “Eh, la Madonna!”
Ovviamente Pozzetto non c’era, ma noi “la madonna laica” del pallone l’abbiamo vista in tutte le sue antiche e, per noi, tragiche connotazioni che, in questo caso hanno preso le sembianze proprio di Nicola Madonna (nome omen), uno dei diversi arrivi autunnali deputati a risollevare le sorti di una Giana che, almeno finora, è l’unica squadra che ha saputo fare persino… peggio di noi.
Madonna è persino bravo, e lo sta dimostrando, già da qualche settimana. Visto che proprio al suo esordio (alla 9 giornata) la Giana ha vinto l’unica gara del campionato contro una squadra che si chiama Novara, grazie al gol decisivo di Pinto segnato grazie da un suo assist, e la domenica successiva ha segnato  il gol del pareggio con Pistoiese. Per essere un terzino, non è poi tanto male. Dal suo arrivo allora  squadra martellana ha collezionato 5 sconfitte e 6 pareggi, conquistando comunque ben 9 degli 11 punti fin qui acquisiti.
Oggi, Madonna al 9 secondo di gara si inventa un cross a a parabola che sbarella il pur esperto Gozzi, la cui sbilenca “incornata”, carambola in area atterrando dalle parti di Cortesi che, manco a dirlo, è tutto solo per “battezzare” l’esordio con il più veloce gol della storia di questa già disastrata stagione: 12” e siamo, stramaledettamente punto a capo e… palla al centro.
Una ventina di minuti dopo, Madonna ne fa un’altra delle sue, dialogando sul corto, nell’indifeso cortile della nostra corsia di sinistra, con un altro svincolato (Bellazzini) arrivato, lui appena da due partite orsono  “a miracol mostrare”, giusto in tempo per filtrare un pallone lisco liscio nella nostra area che chiude la triangolazione vincente con lo stesso Madonna che l’aveva proposta e, in apparenza, anche la pratica di questa ennesima gara partita per Noi… nella peggior maniera possibile.
Noi, fino a questo momento, siamo tutti (giocatori e tifosi) semplicemente spettatori di tutto quel che di brutto siamo stati in grado di esprimere come squadra.

Eppure, qualche avvisaglia, nonostante tutto riusciamo a farla splendere anche nel nostro peggiore momento.
Venticinque minuti di tossine tossiche e latte alle ginocchia, poi… lui, sempre LLLUUUI SuperONE ruba un pallone ad un disattento Pedrini e si invola tutto solo verso Leoni, quando un placcaggio da dietro di Maltese ne frena tutto il suo talento. Si era al 27’ e quel fallo, sanzionato con un vergognoso  semplice giallo, quella sacrosanta espulsione avrebbe cambiato i connotati della partita.
Mai fare le vittime, ma non è mai troppo inutile far capire che anche ad Olbia non siamo tutti scemi.  
Quell’errore arbitrale, a parti invertite, in quel particolare momento di nostra crisi, anche psicologica, sarebbe stato fatale per noi perché a Noiil signor Fontani di Siena, in quel caso, non ce l’avrebbe perdonata…
Il nostro sarà anche un teorema di chi si sente frustrato di fronte a certi soprusi, ma la prova del 9 di quel che affermo sta in quel che è accaduto dopo; esattamente al 74’ quando sempre contro di LLLUUUI SuperONE, ormai lanciato verso il 3 decisivo sigillo, viene “bloccato” sempre da ultimo uomo (Gambaretti), persino in posizione più defilata e meno favorevole rispetto a quella del primo tempo, e il signor Fontani, stavolta non ha avuto problemi ad infierire sulla, in quel momento, demoralizzata Giana: Gambaretti alle docce e noi finalmente in sacrosanta (e, comunque, mai sfruttata) superiorità numerica.
Per chiuderla con i piagnistei e prima di parlare delle cose comunque buone viste dalle nostre parti, perché non soffermarsi sulla errata decisione di non far tirare proprio quella punizione del 27’, sul fallo ad Ogunseye, a La Rosa invece che, allo spento Cocco di queste giornate?
Eppoi, com’é possibile che su 10 corner che abbiamo battuto, abbiamo provato sempre e solo quell’unico schema di “servire” sul primo palo la spizzata del solito La Rosa che, lo ricordo per chi non c’era, un gol con quello schema l’aveva già fatto proprio alla Giana che, ovviamente, ha avuto tutto il tempo di prendere le contromisure e renderci innocui…

Detto tutto ciò parliamo anche di quel pezzo di gara che ci è piaciuto molto più che tutto il resto.

Perché non dire allora che, stavolta, nell’ennesimo momento di sfiga (l’acciacco di Biancu) l’ingresso di Manca ha galvanizzato il clima, prima ancora che il gioco.
Il primo gollasso di RobertONE, sì proprio LLLUUUI SuperONE, è stato propiziato da una sua brillante intuizione, ha conquistato palla ed ha provato il tiro da fuori (cosa che la Giana soffre tantissimo); tiro che, ribattuto, è poi finito sui piedi fatato del Duca di Mantova che, anche visivamente, ha ripreso il suo meraviglioso color Ebano Dorato che tanta buona sorte ha portato finora alla nostra causa.

Nella ripresa la doppietta di Satchmo (bocca dall’ampio sorriso) Ogunseye va ascritta in pari misura alla perizia della parabola “al bacio” teleguidata da Giandonato che, sarà pure in debito di ossigeno, ma che ha mostrato i suoi indubbi crediti di esperienza e di doti tecniche. Non mi va di lasciar passare inosservata la prima assoluta di Antonio Demarcus il duemila logudorese che non se l’è cavata niente male, in un clima da O.k. corral, tra due squadre che, alla fin fine hanno chiuso il “duello” lasciando, quantomeno per ora, le cose esattamente allo stesso punto di… pesante retroguardia in classifica.

Avvideci a tempi migliori.
Ad Majora ragazzi, et nunc et semper OléOlbia OLé,
Simprie.