SFOGLIAMO ASSIEME I PETALI DELLE NOSTRE
TRENTA C INQUE STAGIONI

Da poco, ho letto su un commento Fb di un nostro amico tifoso questo giudizio, sulla conturbante stagione di terza serie appena terminata: “un campionato così in una vita che seguo il calcio, non l’ho mai visto”. Questo concetto, mi ha stuzzicato al punto che ho ripreso i miei appunti e le mie manie… crono-storiche.
Se avete voglia di sorbirvi numeri e…curiosità, prendete fiato ed entrate con me nelle prime nostre 35 primavere di Serie C.

Fatte, tutte le debite precisazioni, quel che segue è però solo un esercizio storico-statistico che, a parte alcuni incontestabili datti di fatto (i numeri), mette insieme tutte le stagioni in serie C (comunque chiamata), raffrontando anche le diverse gestioni, quantomeno quelle storicamente, riconoscibili (Pintus, Putzu, Rusconi) con la prima della gestione Marino, la trentacinquesima, appena conclusa, in vista della attesissima stagione 2017-18… per l’appunto la trentaseiesima.
Con la premessa scontata che, visto che si paragonano stagioni, campionati, annate tra loro lontane ed incomparabili, tutto questo è alla fin fine, un semplice esercizio di conoscenza e ricerca che, spero, possa comunque incuriosirvi.
Ed allora cominciamo col ricordare che quella firmata ad Arezzo dal rigore di Kouko è la 327ma vittoria in 1230 gare fino ad oggi disputate in serie C; nel contempo abbiamo fatto anche 475 pareggi e 428 sconfitte.
I gol segnati sono stati 1013, quelli subiti 1293.

Diciamo anche che:
1) Elio Pintus, ha firmato gli anni dal ’68-’69 al 1978-179, 10 stagioni e 376 partite complessive.
2) Mauro Putzu, è stato l’indiscusso patron dal 1983 fino alla stagione del centenario 2005-06, 20 stagioni di C e 620 gare complessive.
3) Infine il quadriennio di Franco Rusconi, dal 2006 fino al 2010, 136 partite in totale.
Per completare il quadro vanno considerati anche i due campionati pre e post bellici, quello del ‘39-40 el’altro del ‘47-48, 60 gare in totale.
Togliamoci quindi subito il (peggior) rospo, dicendo quel che abbiamo già saputo sull’onda del rosario di penitenze di quest’anno, è (purtroppo) solo un record  assoluto in negativo: le 20 sconfitte sono infatti il peggio che siamo riusciti mai a fare, visto che i precedenti negativi erano i 18 insuccessi nei due campionati 1977-78 e quello successivo ’78-’79.
Ad equilibrare lo scorno delle troppe battute d’arresto, ci sono comunque le 12 vittorie che, pur non essendo il record assoluto, sonoMarongiu pur sempre la quinta migliore prestazione, dopo le 17 del 2008-09 (la seconda di Rusconi, quella dei Playoff con Alessandria), le 14 (Colomba) dell’era Putzu del ’93-’94, le 13 sempre di Rusconi, al suo primo anno (Puccica) e le 13 splendide (tutte in casa) ma lontanissime nel tempo del 1947-48.

Va anche detto, a dimostrazione del contradditorio cammino dei nostri ragazzi quest’anno, che anche le 43 reti segnate sono la seconda performance mai raggiunta, perché solo in due occasioni si sono raggiunte ex-aequo le 44 reti, vale a dire nel campionato del dopoguerra (allenatore Ricci) del ‘47-’48; e il primo di Rusconi del 2007-08.
A Proposito di reti, detto come soltanto in 12 occasioni i bomber dell’Olbia siano andati in doppia cifra in serie C (con due stagioni ciascuno solo per Giglio e Palumbo) e che il capocannoniere storico per la terza serie resta comunque Franco “Pelé” Marongiu con 40 gol complessivi.
Il nostro furetto Daniel Kouko ha comunque raggiunto, con le 9 reti stagionali, cannonieri storici come Farano, Guspini e Cortesi in 25 posizione.

Il portiere saracinesca delle nostre serie C resta invece  Gianluca Berti (1990-91) con sole 15 reti subite e che ha lasciato la sua porta intonsa per ben 22 volte su 34 partite.
Berti deterrebbe anche il record di imbattibilità nella nostra serie C con 789’ minuti (8 gare più gli spezzoni di 42’ e 27’ minuti delle partite contigue alle 8 intonse). Il portierone fiorentino supera, almeno formalmente i 749 minuti di Federico Orlandi (7 gare senza reti più due spezzoni di 30 e 89 minuti).
Gianluca Berti00C’è però da dire che ai minuti ufficiosi (90’) trascorsi senza subire gol di Orlandi vanno aggiunti ben 49’ di recuperi ufficializzati dagli arbitri in quelle gare, e quindi la sua imbattibilità è più “longeva” con 798′. Cosa, quella dei recuperi, che non avveniva ai tempi di Berti, quando il regolamento consentiva solo due sostituzioni e non era in uso recuperare il tempo perduto per le stesse; peraltro in quelle 10 gare del record di Berti, le “4” sostituzioni vennero utilizzate compiutamente solo 3 volte.
Insomma, per le statistiche sia Berti che Orlandi meritano, a mio avviso, la citazione di “manosalda”, con una curiosità che rende, ad onor del vero, ancor meglio il valore di Berti, il quale dopo le 8 gare perse l’imbattibilità, prima col Gubbio al 27′ con Pungitopo, poi altre 3 gare senza reti, ancora 1 gol con Derthona (1-1) solo su rigore battuto da Bellatorre, subendo ancora una rete la domenica successiva a Ponsacco per via di un’autorete di Morucci (che comunque aveva segnato anche il gol del nostro vantaggio); le 5 domeniche successive Berti rimase ancora imbattuto, poi subì gol con Cuneo sempre su rigore di Baldi (1-0 per loro)….
Insomma, per farla breve, pensate un po’: solo 15 reti subite di cui un’autorete e 7 gol su rigore.
UNICO.
Le circostanze vollero che fosse ancora Cuneo ad interrompere l’imbattibilità dello stesso Orlandi, in un convulso finale in cui subimmo la rimonta, del nostro vantaggio siglato da Chiaria, con Iacona all’89’ e Glauda al 92’; giusto per rimarcare l’importanza dei recuperi.


Per ora finisco qui, ma a breve mi riprometto, di… tempestarvi ancora con più di qualche altra curiosità ed una… valanga di numeri.

Sempre sulle nostre stagioni di… feliCità.
Tore Zappadu