ECCOCI DI NUOVO!

Olbia-Gavorrano 4-3
Olbia: Aresti; Pinna, Dametto, Iotti, Cotali; Muroni, Piredda, Pennington; Murgia (84’ Senesi), Ragatzu, Ogunseye; a disp.: Idrissi, Van Der Want, Manca, Pisano, Vasco Oliveira, Vispo, Arras, Feola, Marongiu, Leverbe; all.: Mereu
Gavorrano: Salvalaggio; Borghini, Salvadori, Bruni; Gemignani, Remedi, Conti, Vitiello, Malotti; Moscati (56’ Merini, 81’ Mosti), Brega;; a disp.: Mazzini, Ropolo, Tissone, Mugelli, Finazzi; all.: Favarin
Arbitro: Federico Longo di Paola
Reti: 15’ e 42’ Ragatzu; 59’ Braga; 61’ e 89’ Ogunseye; 71’ Pinna (aut.); 87’ Mosti.
Note: Corner 3-5 (Gv); amm.: Aresti, Dametto Gemignani, Bruni, Borghini; rec.: 0.3’.

Se lotti fino alla fine per ciò che desideri, sorridi di più per quel che raggiungi.
Inutile fare i sofisti, questa sfida per capirla meglio, la devi rovesciare.
E raccontarla dalla fine. E scusate l’ardire, ma alle volte, quantomeno per chi (colpevolmente) oggi non era al Nespoli, riesci a spiegarla meglio con un esempio; magari di quelli che tutti (quantomeno chi ha l’età giusta) ricordano di sicuro: Italia-Germania 4-3, Messico 1970!
Di quella sfida, ci hanno fatto persino un film; per questa potrebbe andare bene anche un cortometraggio, ma la tensione e le straordinarie, nonché altalenanti scariche di adrenalina sono state le medesime di quella gara “mitica”. All’epoca, sfasciai una sedia di casa saltandoci sopra, quest’oggi ho fatto a pezzi la penna degli appunti.
Nei 93 minuti suadenti, palpitanti e mai banali che questi ventenni in maglia bianca e gli, altrettanto giovani, avversari in maglia nera, ci hanno saputo regalare c’è stata la perfetta sintesi di quel che può offrirti il gioco più bello del mondo. Parola mia d’onore che, anche fosse finita a risultato inverso, avrei scritto le stesse cose. Perché quando il calcio regala questo tipo di emozioni e, ancor di più, quando lo fa con la correttezza e la nobiltà agonistica dimostrata sul campo da tutti i contendenti, non c’è n’è per nessuno: è davvero il gioco più bello ed appassionante del mondo. E giusto per spiegarci ancora meglio, anche dopo aver visto la sintesi del 2-4 dei boys di Favarin contro la capoclasse Livorno, sabato scorso, non dico un’amenità se scrivo che non ha alcuna ragione logica che questo Gavorrano debba asfissiare le sue aspirazioni così in fondo alla classifica. Non mollano mai, accettano le sfide a viso aperto, hanno i loro grandi problemi soprattutto in difesa (beh, anche noi in questo, non scherziamo), ma giocano davvero bene e, alla fin della fiera questa squadra è quella che, contro di noi, ha creato più occasioni di qualsiasi altra. Persino di quell’Alessandria, contro cui noi ci dimenticammo comunque di… entrare in campo. Auguri, quindi mister e amico Favarin, a lei ad ai suoi ragazzi. Meritate la categoria e spero che alla fine, anche per voi, arrivi il sorriso che vi state costruendo.
Vincere, per noi non è stata cosa facile.
Ma è stato bello il modo, questo modo molto più di qualsiasi altro. Quell’inzuccata di Ogunseye su quel magnifico cross di “benvenuto” (meno male che non ce la siamo dimenticato in panca) Senesi , ha smorzato e strozzato sul nascere tutte le imprecazioni e i poco poetici lai che avevamo cominciato a indirizzare alla volta celeste. La testolina d’oro di RobertONE ci ha riconciliato prima di tutto con noi stessi, poi col mondo, con tutto il mondo e persino con un 2017 non sempre prolifico. Ci ha messo di buon umore col cenone di domani e con l’alba (ancora da venire) del promettente duemiladiciotto di dopodomani. Insomma, in questo azzardo al tavolo da gioco la nostra doppia coppia ha avuto la meglio sul pur rimarchevole tris degli avversari.
Avercene, come Ragatzinho e RobertONE… !

Sono, per una volta non ce vogliano gli altri, Loro due il miglior spot del nostro modo di saper essere Vincenti. Debbo anche dire che mi viene l’orticaria, se penso che con questi due fuoriclasse, lo scorso anno avevamo anche Capello e Kouko… i due che adesso stanno facendo le fortune del Padova (primatista) e dell’Albinoleffe nel girone B di un’altra serie C.
Per questo spero, con tutto il cuore, che ad accompagnarli nel cammino che resta nel difficilissimo girone di ritorno, arrivi qualcun altro, qualche ragazzo di prestigio ed in grado di supportarli se non allo stesso livello, quantomeno della stessa specie. Sapevamo di non avere, sulla carta, il bomber da 20 gol a stagione. Ne abbiamo trovato sul terreno di gioco due che, in mezzo campionato, assieme ne hanno fatto… esattamente 20. Ma perché il miracolo continui a manifestare i suoi effetti benefici, meglio puntellare questa indiscutibile eccellenza, con rinforzi adeguati. E, sopra ogni altra cosa, è del tutto fuori discussione rinunciare a qualcuno dei due.
Teniamoceli stretti.
PortiamoLi e portiamoCi tutti assieme alle soglie del paradiso del calcio, quello che, in tante bellissime occasioni, tutti i NOSTRI ragazzi hanno mostrato di meritare ampiamente.
Ad Majora Ragazzi, nunc et semper OléOlbiaOlé,
Simprie.