GROSSETO-OLBIA 2-0
Grosseto
(4-3-1-2): Barosi, Raimo, Ciolli, Kalaj, Campeol, Vrdoljak, Piccoli (65’ Kraja), Sicurella (80’ Simeoni), Cretella (65’ Fratini), Galligani (80’ Merola), Moscati (57’ Scaffidi). A disp.: Chiorra, Giarrò, Gorelli, Gafà, Consonni, Sersanti. All.: Lamberto Magrini.

Olbia (4-3-1-2): Van der Want (74’ Cabras), Arboleda, Altare, Emerson, Demarcus, Lella, Giandonato (57’ Marigosu), Belloni (74’ Pennington), Biancu, Gagliano (65’ Doratiotto), Cocco (65’Udoh). A disp.: Tornaghi, La Rosa, Cadili, Ragatzu. All.: Max Canzi
Arbitro: Michele Di Cairano di Ariano Irpino.
Reti: 15’ Moscati, 76’ Galligani
Note Corner: 5-7; amm.: Arboleda, Altare, Fratini (G); rec.:+2’+2’.
Davvero un brutto modo per chiudere una stagione, certamente contraddittoria, ma alla resa dei conti comunque positiva.
Vedere questa Olbia a Grosseto, ci ha fatto ritornare alla memoria, le prime 7 apparizioni di stagione, quelle delle 3 sconfitte iniziali e dei 4 pareggi, insomma quelle prima che arrivasse Ragatzu. Oggi, a mio modo di vedere, abbiamo deciso di perdere e siamo riusciti nell’intento senza fare neppure troppa fatica.
Li davanti le nostre punte portavano a spasso il loro impegno; un po’ più movimentato quello di Gagliano, comunque sempre pronto a far svanire l’attimo fuggente, più compassato quello di Cocco, tipo stile passeggiata da «promenade des anglais», ma di fatto entrambi non hanno mai calciato in porta.
Peccato, perché tra le poche cose che avremmo potuto mettere nel mirino, era proprio la classifica dei cannonieri, con Ragatzu, distante appena un gol da Manconi, peraltro raggiunto a quota 15 da Magrassi del Pontedera, oggi autore di una tripletta.

Poco importa che, virtualmente le 29 gare di Danielinho, contro le 37 di Manconi e le 36 di Magrassi, diano al nostro bomber una media gol partita migliore. Avergli negato anche  questa 30ª presenza, gli ha semplicemente impedito di essere il migliore fra tutti, o quantomeno di provare ad esserlo.
Così come “snobbare” con questo schieramento alla “asparagi solo gambo”, una gara che sulla carta ed a ranghi compatti, avremmo potuto vincere ci ha impedito di superare il Novara e, nel contempo, di farci raggiungere e superare dal Piacenza.

D’altronde anche la riproposizione del fraseggio tiki-taka senza finalizzazione, quello dei primi tempi bui, ha limitato le possibilità di alcuni (Biancu su tutti, ma anche Lella) che in qualche modo avrebbero potuto raddrizzare la baracca.
Il Grosseto ha avuto gioco facile, ad arrivare davanti a VdW, quando in uno dei soliti snervanti fraseggi a centrocampo, proprio Cocco perde malamente una palla e Cretella imbecca Moscati che si infila tra Emerson ed Altare (che si incornano a vicenda) ed ha gioco facile a superare il nostro portiere.
Nella ripresa la cappellata la fa invece, Arboleda su Galligani che, davvero, fa quello che vuole prima di entrare in area e, ancor meglio, subito dopo il suo ingresso nell’angolo destro dell’area di Cabras, che viene beffato  con un diagonale, da quattro passi, oggettivamente imprendibile.
In fondo la gara, è stata talmente brutta e noiosa al punto che anche l’arbitro, nonostante le 10 sostituzioni, ha finito per concedere (gratiam dei)  appena 2 minuti per chiudere con questo spettacolo non certo edificante.

Anche io, personalmente, voglio chiuderla qui, con questo episodio che, comunque la si veda, macchia un finale, fino a questo pomeriggio, davvero esaltante. Avremmo potuto raggiungere il NOSTRO record della serie C Unica, quello dei 38 punti nella stagione 1971-72 che, non so per quale motivo vengano considerati meno degli attuali 47, che hanno valore più “roboante” e, aritmeticamente maggiore, per la sola ragione del cambio del moltiplicatore (2 punti allora per la vittoria, contro i 3 di oggi).
Oggi, con questa inattesa e dolorosa, 11ª sconfitta abbiamo consolidato 10 vittorie (che pur moltiplicandole per 3, sempre 10 rimangono), 17 pareggi (che invece oggi come ieri valgono 1 punto ciascuno) e subito 11 sconfitte. Nella stagione ’71-’72, ricordo a tutti anch’essa C unica, abbiamo vinto 12 volte (due volte più di questa) pareggiato 14 e perso 12.
Con il moltiplicatore 3, che è semplicemente una convenzione dei diversi regolamenti, le 12 vittorie di allora porterebbero in graduatoria 36 punti, a cui vanno aggiunti i 14 punti dei pareggi, arrivando quindi a quota 50 che, piaccia o no ai fautori del record a tutti i costi, è superiore ai 47 ottenuti quest’anno.
Quello del 1971-72 è e rimane, ancora il record di punti nei nostri campionati in C Unica.
Ai 50 punti potevamo arrivarci anche quest’anno, se solo avessimo giocato come dio comanda, questa ultima gara, vincendo a Grosseto, perché solo così, avremmo eguagliato quel record.

Detto per inciso abbiamo sicuramente  perso anche la possibilità di mantenerci un record che avevamo già in tasca, vale a dire quello di aver segnato in una stagione più gol di quelli incassati. A Grosseto abbiamo mandato in fumo anche questa possibilità, visto che di gol fatti ne abbiamo mantenuto 47 ma, grazie o per colpa (?) dei 2 “regalati” al Grosseto, sono diventate 47 anche le reti subite.
Tutto ciò detto, Grazie Ragazzi perché, al di là di questo ultimo inciampo, abbiamo meritatamente mantenuto la categoria.

L’anno prossimo disputeremo la 40ª stagione in serie C (comunque sia stato chiamato nelle varie annate calcistiche questo primo gradino del professionismo calcistico) che non sono un traguardo da poco, perché, per la prima volta superiamo le altre 39 stagioni in cui siamo andati ai nastri di partenza tra i Dilettanti (23 in serie D, 16 tra eccellenza, promozione, 1ª-2ª-3ª divisione).
Di questo e del nostro futuro avremo di parlare da domani in poi
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Ad Majora. sed nunc et semper, OlèOlbiaOlè,
Tore Zappadu