Olbia-Pontedera 0-1
Olbia: Tornaghi, La Rosa, Emerson, Altare, Arboleda, Doratiotto, Pennington, Marigosu, Pisano (73’ Pitzalis), Cocco, Gagliano; a disp.: Barone, Wan der Want, Cadili, Della Bernardina, Marroni, Demarcus, Demurtas, Cossu, Belloni; all. Canzi
Pontedera: Sarri, Benassai, Piana (21’ Vaccaro), Matteucci, Perretta, Catanese, Caponi, Barba (71’ Stanzani), Milani, Tommasini (71’ Faella), Benedetti; a disp.: Angeletti, Bardini, Orsucci, Benericetti; all. Canzi.
Arbitro: Francesco Luciani di Roma
Note: corner 2-3 (P); amm. Catanese, Arboleda; rec.:+2’+3’.

Lo scorso anno, nel pareggio 1-1 al Nespoli, raccontammo di una partita che nessuna delle due squadre voleva perdere. Alla fine del primo tempo ci castigò Ropolo su azione susseguente a corner ed al 93’ il nostro “campeador” La Rosa, sempre su corner pareggiò i conti.
L’anno scorso, quando vennero al Nespoli loro erano secondi in classifica con 40 punti, dietro la supercar Monza, noi ultimi in coabitazione con la Giana, ma comunque stavamo riprendendo il fiato necessario per consentirci di salvarci.
Eravamo alla terza di ritorno e venivamo dal pareggio rocambolesco (2-2 per loro che comunque furono bravi a recuperare) in quel di Giana e dopo quel primo acuto, quest’altro prezioso pari con Pontedera ci consentì di proseguire in quel filotto di 7 gare in cui collezionammo ben 13 punti, pressoché gli stessi (14) che avevamo racimolato nelle precedenti 20 gare.
Evitammo la “retrocessione diretta” disputando quei magici playoff salvandoci meritatamente, all’ultimo battito di ciglia.
Per contro il Pontedera di allora, dopo quel punto racimolato al Nespoli ne ne conquistò altri due, perdendo tutte le altre gare, concludendo il campionato ”monco” del Covid, al quarto posto con 42 punti. Probabilmente fu quella debacle  di risultati nel girone di ritorno che ha condotto alla vera e propria rivoluzione nell’organico dei toscani.
 Di quella squadra, comunque fortissima, della stagione appena trascorsa sono rimasti in pochi, Piana, Barba, Caponi e Sarri che ha preso il posto di Mazzini. Hanno fatto una sontuosa campagna acquisti con 12 nuovi ingressi di cui la metà under.
Ed oggi queste due storiche avversarie, hanno disputato un incontro di quelli in cui nessuno rischia qualcosa per provare… a vincere. Occasioni da gol mancate, poche e mai clamorose, e qualcuna in più per noi.
Non sarà un caso se la rete unica e “sporca” l’ha fatta, giusto… per caso, Catanese con un cross della domenica che, senza alcuna intenzione voluta dal calciatore, è finito al sette, anche per la “svagatezza” di Tornaghi.
Siamo appena all’avvio di questa strana stagione nella quale, anche dopo i primi 90 minuti, nessuno può avere certezze, ma questo non può essere un alibi.
E soprattutto non è mai bello né bene perdere le partite… per pura casualità.
L’Olbia, vista oggi, è apparsa monca non per volontà o nello spirito.
Il “picco e pala” di Canzi è piuttosto suggestivo. Ma è del tutto chiaro che le assenze di gente come Giandonato, Lella e Biancu questa squadra non se le può permettere, tanto più se “accadono” tutte assieme. Ma, sembra anche abbastanza evidente che quest’anno i più seri problemi li avremo nella parte avanzata del nostro schieramento. Nessuno, tanto meno noi può permettersi di affrontare un campionato così complicato senza bomber (almeno uno) da doppia cifra o giù di lì.

La nota più positiva di questa domenica, per quel che ci riguarda come sostenitori bianchi, è ciò che è capitato  a Cremona, dove RobertONE ha bussato, com’è sua abitudine, alla porta della serie B con un gol che ha propiziato la bella vittoria del suo Cittadella.
Nessun rimpianto, perché il nostro grandissimo talento, merita questo tipo di palcoscenici e tanta fortuna, ma noi siamo molto, ma molto più deboli senza di lui.
Nelle 4 precedenti stagioni della nostra C, abbiamo avuto una volta il trio Capello-Kouko, Ragatzu (24 gol insieme), nella seconda stagione Ragatzu e Ogunseye (23 gol in due), nella terza (il trio Ceter, Ragatzu, E Robertone: 27 gol in 3) e lo scorso anno a parte il solito Robertone (8 gol in 27 gare) il più prolifico è stato… La Rosa con 5 perle. E forse non è per caso che proprio l’ultima è stata anche l’unica stagione dove siamo finiti ai playout.
È comunque un dato di fatto constatare che, ogni stagione, le squadre che retrocedono non dispongono quasi mai di un attaccante che finisca la stagione in doppia cifra o giù di lì; nelle ultime 4 stagioni le uniche eccezioni sono state Ceccarelli nel Prato nel 2017 e l’anno prima con De Sousa nel Racing Roma.
Tornando a noi. Andrea Cocco, ha sicuramente un grande “futuro” dietro le spalle, vale a dire che tutti noi speriamo che possa tornare ai fasti del passato, ma la sensazione che da solo rischia di essere troppo… solo. E d’altronde non si possono dare al bravissimo Cagliano responsabilità così grosse per la sua prima stagione. Al ragazzo algherese, davvero promettente e potenzialmente pronto per questa categoria, auguriamo un’esplosione aldilà di ogni aspettativa.
Ma, proprio a ripercorrere le precedenti esperienze, ad Olbia abbiamo già avuto, quantomeno in questo complicatissimo ruolo, delle disillusioni non da poco (Murgia, Benedicic, Delgado, Arras, Silenzi, Del Vecchio, Maffei, Gemmi, Martiniello,Verde).
Il mercato sta per terminare, la Lega ha deliberato l’aumento delle rose a 24 atleti e, pur riconoscendo quanto di buono fatto finora, forse va davvero fatto qualche sforzo in più, là davanti. E, dato che ci siamo… pensando magari anche a quel trequartista dello schieramento caro a Canzi. Marigosu, bravissimo anche lui, merita tutto lo spazio possibile, ma non una responsabilità così grossa per tutta la stagione.
Ad Majora Ragazzi, nunc et semper oléOlbiaolé
Simprie.