Lecco-Olbia 2-0
Lecco (3-4- 2-1): Safarikas; Merli Sala (88’ Vignati), Malgrati, Procopio; Carissoni, Moleri (88’ Marchesi), Bobb, Pastore; Strambelli (84’ Maffei), Negro (68’ Fall); Capogna (68’ D’Anna) (Jusufi, Magonara, Chinellato, Samake, Lisai, Scaccabarozzi, Nacci). All D’Agostino
Olbia (3-4-1-2): Crosta; Dalla Bernardina (46’ Manca), Gozzi, Pisano; La Rosa, Lella, Muroni (71’ Pennington), Pitzalis (81’ Mastino);  Biancu (71’ Doratiotto); Cocco, Parigi (81’ Verde); (Achenza, Barone, Zugaro). All Brevi.
Arbitro: Maranesi di Ciampino
Reti: 15’ Negro, 51’ Strambelli.
Note: corner 7-2; amm. Cocco, Gozzi, Capogna, Doratiotto; rec.:0/+4’; spettatori 1525.

Davvero una grande impresa quella dei ragazzi di Brevi.
In una delle gare più importanti della “safety season”, riuscire a perdere solo per 2-0, contro questo Lecco, è stato davvero un successo. Ed, a dirla meglio, poco importa se questa è l’undicesima scoppola, la quinta consecutiva (nuovo record rispetto al precedente “rekop*” dalla terza alla sesta giornata), eppoi che dire delle 34 reti subite?
Insomma come Noi… non sia Nessuno!
Ad essere onesti, vista la STRATOSFERICA superiorità della pericolante (?) Lecco contro di  Noi, non apparirebbe corretto passar oltre la cronaca di una gara in cui Noi Non siamo mai esistiti, ma può essere sufficiente anche il semplice elenco dei dati statistici: 2 gol, 3 pali, una traversa, un gol annullato forse ingiustamente, 4 miracoli di Crosta, ed un’altra mezza dozzina di palle gol sventate alla bell’e buona. Quel che ci conviene ricordare è che, alla fine di questo calvario, mancano ancora 2 gare… vale a dire altre due prevedibili e potenziali sconfitte.
Poi, dopo Juventus e Siena sarà finalmente ….Natale.

Venti giorni di tregua eppoi… Giana Erminio probabilmente la nostra partner sodale nel ruolo di vittima sacrificale nel rito sportivo di questa maledetta stagione.

Se a quella data, il 12 di gennaio, ci arrivassimo con questo organico ed in queste condizioni, siamo fritti.
Oggi, è stato bravo Brevi a “metter in mostra” tutto il “suo” potenziale, cioé le “nostre prime  e seconde linee”. In avanti senza Ogunseye, siamo peggio che niente: il Cocco, dei trascorsi splendori, sembra ricordare l’Ei Fu siccome immobile, di manzoniana memoria; Parigi è persino più in là perché Egli è siccome immobile.
E se loro due, sembrano avere un buon futuro soltanto nel loro… passato, il problema si pone anche con quelli (Doratiotto e Verde) che, comunque un futuro reale, almeno anagrafico, dovrebbero avercelo. Ma non è dì certo con loro che, nel nostro presente immediato, possiamo pensare di uscire dall’inferno.

Ma i problemi ce li abbiamo ancor di più in difesa, dove non abbiamo gli uomini per giocare a tre; ma forse mancano anche per lo schieramento a 4. Inutile dire che una difesa colabrodo come questa che, qui al Rigamonti, avrebbe meritato di prenderne non meno di 6 di reti, non ha alcuna scusante se non nella lentezza di riflessi e fiato di alcuni “matusa” e nella “morbidezza” di quelli più giovani e inesperti.
A centrocampo, Brevi avrebbe fatto bene ad inserire l’uomo in più (Manca) sia dal primo minuto, visto lo strapotere di ragazzi come Moleri, Carissoni e, soprattutto, i due “giustizieri” Strambelli e Negro, manco a dirlo arrivati a fine ottobre per rimette in sesto la barcollante catapecchia di Gaburro-D’Agostino. Ma anche in questo settore, da sempre il più affidabile della squadra, siamo in sempre maggiori ambasce: non facciamo più di due passaggi di fila, nessuno supera l’avversario, siamo lentissimi nella ripartenze e non sappiamo tirare da lontano…

Insomma la gara messa in mostra da Lecco ci ha insegnato che, se si pesca presto e bene tra gli svincolati, i nuovi acquisti ed i giovani già “temprati”, la rinascita è pur sempre possibile.

Altrimenti, “Siami Sani” e non pensiamoci piùùù

Ad Majora, et nunc et semper OléOlbiaOlé,
Simprie.

*poker alla rovescia