Ci ha messo un po’ a carburare, a capire come si fa e cosa ci vuole per essere competitivi. Nella prime 13 gare della stagione, la Giuve-giovane di Zironelli, collezionò un percorso ad handicap di 8 sconfitte, 2 pari e 3 vittorie, comunque significative. 11 punti racimolati, 16 gol fatti e 21 subiti, terzultimi in graduatoria, avanti solo ad Arzachena e Albissola. A 4 giornate dalla fine il “prototipo” delle “seconde squadre” in serie C, viaggia in 12ma posizione, con 35 punti acquisiti sul campo (4 sopra noi) con 10 vittorie, 5 pareggi e 18 sconfitte.  Insomma comunque la si pensi sull’esperimento delle “seconde squadre” un fatto è incontestabile, Del Prete e compagni hanno saputo onorare la loro partecipazione, spiegando, con i fatti, che per il calcio nazionale è praticabile anche questo nuovo tipo di… orizzonte. Va anche detto che per farlo, in maniera dignitosa e competitiva, i virgulti bianconeri hanno avuto bisogno di alcuni innesti, innegabilmente “maturi”. Per capirci la Juve, sulla carta, è l’unica squadra che nella età media risulta più giovane dell’Olbia visto che i suoi 31 giocatori sin qui schierati si attestano su 21,9 nella media complessiva rispetto al 22,1 dei 28 giocatori sino ad oggi schierati da Filippi. Diverso è invece il discorso della media età di chi “entra in campo”.
Per esempio, domenica scorsa, nella gara persa con Pisa. gli 11 di Zironelli si sono attestati su un livello di 24,3 mentre a Siena noi (pur schierando il nostro magnifico “vecchietto” Pisano) abbiamo toccato quota 23,5 che, va detto, per noi è stata in questo campionato la media più alta tra tutti gli 11 schierati in partenza durante le nostre 32 gare.
Mirati appaiono i “rinforzi” di esperienza, nei vari reparti:  Nocchi, classe 1990, ex Perugia si divide i compiti di estremo difensore con il 21enne Del Favero, in difesa il 33enne del Prete ed il ritrovato, dopo un lungo infortunio, Alcibiade (29 anni), puntellano un “vivaio” di giovani piuttosto interessante. Infine, ultimo ma non ultimo, il rinforzo nel reparto avanzato: “invernale” di Tembe Mokulu trentenne Belga-congolese, ingaggiato dal Carpi nel mercato di Gennaio.
Un’altra curiosa notazione riguarda i millennials. Nella “forma” la U23 ne ha schierato 6, ma quasi tutti (5 per l’esattezza) per pochi minuti nei finali di partita, per l’esattezza 6 presenze per 91’ complessivi.
Il sesto è il trentino Hans Nicolussi Caviglia che, dopo una brevissima apparizione alla terza giornata con Cuneo, continuò di fatto a giocare solo con la “primavera”, prima di essere inserito nella “U23” in pianta stabile (7 presenze, di cui 4 da titolare, per 441’ complessivi) nella formazione tipo della serie C. La curiosità sta nel fatto che dall’ultima apparizione (vittoria per 3-0 con la Pro Vercelli, il 23 marzo) sia stato dirottato, in pianta stabile nella panchina (di campionato e di Champions) della Juve vera, esordendo nella massima serie negli ultimi 10’ della gara vinta contro Udinese per 4-1.
Nell’intervista  del dopopartita il biondo centrale della “Madama”, ha descritto quel venerdì come «il giorno più bello della mia vita» aggiungendo che «mi fa ancora più piacere che il cambio sia avvenuto con Moise, con il quale ho giocato e condiviso tanto fin da piccolo». Ovviamente Moise è quel fenomeno attuale del calcio italico che, di cognome fa Kean, che è nato a febbraio del 2000 (5 mesi prima di Nicolussi), e che in quella gara segnò 2 reti.

Per la prima volta, nella nostra scheda, tralasciamo gli aspetti tecnici e le caratteristiche tattiche e/o realizzative (per esempio, dopo la Carrarese sono quelli che segnano maggiormente su azioni manovrate, 20 gol su 34 complessivi), perché nel nostro piccolo, siamo convinti che scontrarci e provare (perché no!) a vincere contro un “pezzo” della monumentale storia calcistica nazionale e internazionale, ci renda felici di esserci, e di poterlo raccontare… come abbiamo fatto.

Buona Partita a Tutti, Simprie