Carrarese-Olbia 3-0
Carrarese: Moschin, Cason, Benedetti, Possenti, Tentoni, Rosaia, Cardoselli (81’ Cais), Piscopo (51’ Biasci), Bentivegna (91’ Vassallo), Tavano (91’ Andrei), Coralli (81’ Agyei) . A disp.: Lagomarsini, Maccabruni, Benedini, Cazè da Silva, Saporetti, Marchionni, Foresta. All.: Silvio Baldini
Olbia: Aresti, Pisano, Dametto, Iotti, Cotali, Muroni, Geroni, Feola, Murgia (63’ Senesi), Ragatzu, Ogunseye (75’ Arras). A disp.: Idrissi, Manca, Pinna, Leverbe, Vasco Oliveira, Vispo. All.: Bernardo Mereu
Arbitro: Michele Di Cairano di Ariano Irpino. Assistenti: Andrea Zaninetti di Voghera e Alessandro Maninetti di Lovere
Reti: 54’ e 70′ Claudio Coralli (nella foto sotto, il secondo gol), 85’ Tavano
Amm.: Iotti, Ogunseye, Cason, Rosaia, Muroni
Note: corner 6-2 per Carrarese- Spettatori 1500 circa; Recupero: 0’-4′.

Come sempre, Mastro Bernardo era stato preveggente dicendo: “Sappiamo che i 90′ che giochiamo oggi non torneranno più.”
Beh, che dire?
Speriamo con tutto il cuore che sia davvero così!.
La prima sconfitta della sua “era” è stata netta, brutta e, decisamente, una mazzata a qualsiasi illusione potenziale. A Carrara che, a mio avviso, dispone di una formazione discreta, ma non eccelsa, abbiamo mostrato Tutte le nostre crepe, le immense carenze di organico e di solidità complessiva. Il problema vero, dopo questi interminabili e brutti 94’, non è digerire la scoppola, facendo finta di niente. Accontentandoci di considerazioni fataliste (ho rivisto ancora la ricomparsa della parola “sfortuna”) o di giustificare in qualche modo una controprestazione… inattesa, come qualcosa di fatale e sporadico.
Non è questo il modo e, soprattutto, non è vero che noi abbiamo perso “per puro fato” questa gara.
Ci hanno stra-battuto sul campo e, ancora meglio, dalla panchina. Noi abbiamo balbettato, con una certa dignità solo nei primi 45’ quando, a parte la parziale papera (strepitosamente recuperata) di Dametto su Tavano, non abbiamo rischiato niente. Ma nonostante il nostro fraseggio, non abbiamo fatto un solo tiro in porta. Ragatzu nasconde il pallone agli avversari per “ore”, trotterellando per tutto il campo, trovando quasi sempre il suo terminale offensivo sordo ad ogni “invito”. Nella ripresa abbiamo provato nei primi 8’ a cambiare ritmo, ed abbiamo maturato il nostro periodo migliore: 49’ celestiale intuizione di Ragatzu, finalmente, per Ogun che (manco a dirlo) smorza con una scarpata “moscia” la migliore delle opportunità; 50’ Muroni conclude di poco alto un bel fraseggio al limite della loro area; 52’ Ragatzu cicca, su piazzato, sulla barriera la sua e nostra ultima chanche, dopo aver trapassato da campione, la muraglia toscana, venendo falciato qualche centimetro prima dell’area di rigore. L’Olbia, si spegne qui; perché nel frattempo Baldini cambia Piscopo con Biasci e, il nostro giorno, diventa buio. Cotali e Iotti non reggono più la fascia sinistra ed al 54’ l’ex Massese, regala al “cobra” Coralli (probabilmente in fuori gioco) la prima soddisfazione di questo suo ennesimo campionato da protagonista. I nostri ragazzi non spengono del tutto il lume, perché ad Ogun viene regalata (58’) dal sempiterno Ragatzu una nuova perla per tornare a colpire, ma è ancora tutto solo fumo, persino nella ribattuta di Moschin, sulla quale si avventa capitan Francesco che manca anche lui (ma non è questo il suo vero mestiere) il colpo della rinascita. Il resto è solo noia per Noi e musica tra l’Allegro e l’Andante, per loro. Finirà Tre a zero, solo perché Aresti nega al 60’ a Biasci (così impara a voler fare lo… splendido) il gol che avrebbe completato il poker e la sua personale splendida gara.
Dicendo le cose per quel che sono, inutile nascondersi dietro le giustificazioni di rito. Dalla partenza di Kouko, Noi stiamo giocando sempre in 10 contro 11; il motivo lo sappiamo tutti ed è ingiusto e stucchevole che lo si debba sempre ribadire, perché non è colpa di nessuno dei ragazzi, ma solo della società che non è ancora riuscita a trovare l’attaccante promesso, prima e dopo la inopportuna partenza di Kouko.
Detto questo, creano sconcerto anche le controprestazioni delle seconde linee. Murgia ci ha deluso. Avrò la memoria corta, ma non sono riuscito a vedere un solo suo passaggio in avanti ad un compagno; il Murgia visto oggi è solo la controfigura di colui che lo scorso anno ci condusse ad uno fantasmagorico 0-3 in quel di Viterbo. E che dire di Senesi e Arras? Niente, meglio non dire niente, attendendo migliori occasioni per noi e per loro.
Insomma, una cosa l’abbiamo capita tutti e non solo oggi dopo questo “amaro” risveglio (incubo): le responsabilità non sono dei nostri ragazzi o del mister; loro e tutti, stanno facendo il meglio possibile. Ma questo campionato non si può giocare in 10 contro 16 (considerando la mole di cambi che gli altri hanno a disposizione).
Noi abbiamo bisogno di rinforzi per completare un organico troppo scarno. Perché c’è davvero il rischio che anche tutti gli “altri 90’ che giocheremo… non torneranno più”.
Purtroppo!
Ad Majora Ragazzi, ora e sempre OléOlbiaOlé,
Simprie.