Olbia-Gozzano 1-4

Olbia: Marson; Pinna, Bellodi, Iotti, Cotali; Muroni, Vallocchia, Calamai; Biancu (59’ Ogunseye); Ragatzu; Ceter (64’ Senesi); a disp.: Crosta, Van der Want, Vergara, Pitzalis, Cusumano, Pisano, Pennington, Martiniello. All. Filippi
Gozzano: Casadei; Emiliano, Gigili, Billi, Tumminelli (58’ Mané), Gemelli, Grossi 58’ Secondo), Palazzolo, Evan’s (82’ Tordini), Rolando (72’ Rolfini), Carletti (82’ Libertazzi); a disp.: Brugnoni, Petris, Romeo, Silvestroni, Acunzo, Bruzzanti, Rizzo. All. Soda
Arbitro: Pascarella di Nocera
Reti: 33’ Emiliano; 45’ e 56’ Palazzolo; 76’ Rolfini; 91’ Senesi.
Note: corner 6-4 per l’Olbia; amm.: Tumminelli e Palazzolo; rec. 0’ e 3’.

Entusiasmo, Entusiasmo, Entusiasmo, Entusiasmo (quattro volte Entusiasmo) da… vendere.

Questo il credo professato dal dottor Filippi, alla vigilia del match.

Ogni volta, in ogni vigilia di partita, cambiano gli “aggettivi” programmatici, ma la musica (quasi sempre) è la stessa, esclusi i 60’ con Albissola e la meravigliosa eccezione di Carrara.

Ma, a ben vedere, stavolta l’Entusiasmo c’è stato, ma (purtroppo per noi) dalla parte…sbagliata.

Perché è esattamente questo ciò che la truppa di Filippi ha saputo regalare alla squadra di Soda, esordiente tra i professionisti e che, per la prima volta, vince (pardon) stravince Entusiasmando, una gara in trasferta,.

Bravi, Bravi, Bravi, Bravi ( davvero quattro volte Bravi) capitan Emiliano ed i suoi compagni, a mettere in mostra ciò che di buono e di meglio hanno nel loro campionario. Strameritata questa vittoria ai danni di un’Olbia che, di contro, ha messo in mostra il peggio di quel che finora mai era riuscita a trasmettere ai suoi sostenitori; così male neppure nelle peggiori esibizioni dei tempi di Tiribocchi.

La storia ed un popolare dramma Shakespeariano ci hanno tramandato il nefasto presagio del fantasma di Giulio Cesare che, in sogno, preannunciava a Bruto, l’ineluttabile castigo del suo suicidio sentenziandolo con quel laconico: “Ci rivedremo a Filippi”.

Dopo quel che abbiamo penato oggi, speriamo di non dover arrivare anche noi a così tanto patos melodrammatico; meglio fermarsi prima.

Magari non ha ragione Marino a credere che l’Olbia di questa stagione, sia la “rosa” e la squadra più forte di tutti i tempi. Di sicuro ha torto marcio se continua a credere che a guidarne le sorti possa essere la inesperienza e lo scarso carisma di un allenatore alla prima panchina in carriera.

Dispiace sempre quando gli eventi prendono una piega che, nel calcio, porta a scelte dolorose, ma necessarie. Manca ancora tanto alla fine del torneo, ma il tempo trascorso è più che sufficiente per decisioni drastiche che diano, allo spogliatoio ed alle avversarie, il segno chiaro ed inequivocabile che si vuole cambiare senso di marcia.

Con tutto l’amore del mondo per questa squadra, questi ragazzi, questa società, noi speriamo di “non rivedere Filippi”… sulla panchina dell’Olbia, nel due prossime difficilissime partite esterne.

E, comunque vada: Ad Majora Ragazzi, nunc et semper OléOlbiaOlé,

Simprie.