PISTOIESE-OLBIA 1-2
Pistoiese (3-5-2): Perrucchini, Romagnoli, Camilleri (64’ Cerretelli), Solerio, Pierrozzi, Tempesti (42’ Rivoli), Valiani, Spinozzi (76’ Mal), Simonti, Cesarini, Chinellato (76’ Gucci). A disp.: Vivoli, Toselli, Llamas, Salvi,Cavalli, Giordano, Stoppa, Renzi, Rondinella. All.: Frustalupi.
Olbia (3-4-1-2):Tornaghi, La Rosa, Emerson, Altare, Pennington (73’ Arboleda), Lella, Giandonato (63’ Ragatzu), Ladinetti, Cadili, Marigosu, Udoh (73’ Gagliano). A disp.: Van Der Want, Barone, Di Paolo, Della Bernardina, Demarcus, Pitzalis, Occhioni, Secci. All.: Max Canzi.
Arbitro: Niccolò Scarpa di Collegno.
Reti: 26’ Chinellato, 42’ (rg) Ladinetti; 54’ Giandonato
Note: corner 8-8 per Olbia; al 40’ il portiere Perrucchini atterra Pennigton, espulsione e rigore per l’Olbia; amm. :Pennington, Pierrozzi, Cesarini. Rec.:+2’+4’.
Di sicuro, a questa Olbia manca qualche rotella. La squadra vista a Pistoia, non è neppure la sorella cattiva di quella che ha toppato al Nespoli con Pergolettese. Una vittoria meritata, oltre ogni ragionevole dubbio, sicuramente favorita dalla follia fuori spartito di Perrucchini sul nostro Nicholas, cangurino 4mori (che iddio lo preservi e lo conservi a lungo per le nostre fortune). Perché davvero non c’era alcuna necessità di sgambettare Pennington in quella azione già abbondantemente sprecata (non l’unica a dire la sincera verità) dal King Udoh, alla costante ricerca di qualcosa (ma cosa?), nella zona sterile del nostro attacco. Forse senza l’inconsapevole mano del portierone toscano, sarebbe stato tutto più complicato. Perché pur giocando bene e con discreta lucidità tattica, non diamo mai la sensazione di potercela fare. La Pistoiese (squadra costruita per la prima fascia dell’alta classifica) non era assolutamente semplice da battere, ma esserci riusciti deve farci riflettere sul reale potenziale di questa truppa di ragazzotti che quando indossano la maschera buona dell’agonismo, possono sollevare le montagne. Siamo e restiamo deboli in avanti, l’usato garantito e il nuovo in garanzia e, quindi, ancora da rodare, non danno certezze sulle quali puntare nel breve periodo. Ma ieri qualcosa di diverso si è visto, soprattutto nei tentativi dei centrocampisti di far da soli. Dobbiamo metterci in zucca che con gente come Giandonato a regolare il traffico e Ragatzu a spolverar le reti avversarie, siamo tra le quadre più competitive, in mezzo al campo e non solo. Ladinetti e compagni devono fare in fretta a carpirne i segreti, ma ci stanno lavorando. È certo che produrre tanta mole di gioco e non avere un terminale su cui scaricare la “pallottola” buona, alla lunga può essere controproducente. Una vittoria aiuta il morale e l’autostima, ma non basta a rassicurare per il futuro. Dobbiamo trovare equilibrio e garanzia. Ed oltre all’attacco spuntato, bisogna registrare anche la difesa. Prendiamo sempre troppi gol, sui piazzati e sui corner ci caghiamo costantemente  addosso. Tornaghi è una sicurezza, ma non sempre può compiere i miracoli. Anche ieri, senza la strepitosa uscita del reduce Vancouverino su uno scatenato Cesarini, avremmo beccato il 2-0 già nei primi 25 minuti, e sarebbero stati altri scenari. Siamo, come sempre ci accade da 4 anni a questa parte, un eterno cantiere in divenire. Adesso ce la vediamo con Lucchese, la nostra consorella negli inferi della classifica, e non possiamo assolutamente cambiare spartito. Serve vincere per continuare a migliorare, assieme al collettivo, anche la classifica. C’è parecchio materiale buono dentro questo cantiere, ma il campionato scorre molto più veloce delle quarantene, si gioca spesso e in tempi ravvicinati. I tempi d’attesa non possono essere infiniti. Buono questo squillo di tromba, ma noi vogliamo sentire l’intera opera… la Marcia dell’Aida… E mercoledì vogliamo continuare a sorridere.
Ad Majora ragazzi, OlèOlbiaOlé
Simprie