Ostiamare-Olbia 3-2
Ostiamare: Travaglini, Cesaretti (52’ Giorgini), Piroli, De Nicolò, Angeletti; Costantini, D’Astolfo, Maestrelli; Piro (90’ Biagiotti), Massella, Fanasca (52’ Martinelli). A disp.: Ludovici, Cappabianca, Breda, Sargolini, Ferri, Rossi. All.: Roberto Chiappara.
Olbia: Saraò, Budroni, Varrucciu, Del Rio, De Cicco; Barone (81’ La Cava), Steri, Capuano (65’ Khalì); Molino, Fabrizio Murgia (79’ Columbano), Mastinu. A disp.: Sannino, Pinna, Loddo, Masia, Taras. All.: Pierluigi Scotto.
Arbitro: Simone Acquapendente di Genova.
Reti: 32’ Piro, 38’ Steri, 51’ Massella, 67’ Molino, 85’ Martinelli (rig.).
Note: amm.: Cesaretti (va in diffida), D’Astolfo (va in diffida), Martinelli; Budroni, De Cicco, Molino (diffidato salta la prossima). Corner 5-4; Rec.: 2’ e 4’; spettatori 300.

Tre come le sconfitte rimediate in quattro trasferte; tre come gli strafottuti gol subiti, tre come le ammonizioni, l’ultima delle quali a murgia1Molino ce lo mette out per la importante sfida con Aprilia.
Ma questa sconfitta non è come le altre. Perché è figlia di tante ragioni e foriera di mille timori. Arriva dopo tre gare in crescita e 7 punti accumulati tutti d’un botto e, nonostante le mille ed una sventure di una settimana tribolata, arriva del tutto inattesa.
Anche questi 90’ all’Anco Marzio hanno detto con chiarezza che l’Olbia perde di misura contro una “corazzata” che non è comunque fuori della nostra portata.
È vero loro volano e noi ci sciogliamo (non solo figurativamente) le budella, ma nel loro stramaledetto (per le nostre gambe) sintetico non abbiamo assolutamente demeritato.
A prescindere dal rigore regalato da Acquapendente (Piro si “imbroscina” su Molino che, “due giorni prima” che il fantasista romano si inventasse la sceneggiata,  aveva già liberato l’area da un innocuo pallone arrivato lì dai risvolti di un piazzato), l’Olbia è sempre stata in partita, ribattendo colpo su colpo, rischiando il minino.
Sicura persino in difesa con Saraò in buona vena (comunque non perfetta, se no quel rigore lo parava) e garanzia futura di un equilibrio che, di sicuro in ritardo eccessivo, ma sta diventando concreta possibilità. A centrocampo abbiamo tenuto botta, ed in avanti nonostante la pesantissima assenza di “Ciabi” abbiamo ribattuto colpo su colpo. E se il cucciolotto Murgia non avesse dilapidato l’occasionissima che si era saputo meritare (eravamo sull’1-1) probabilmente adesso reciteremo tutta un’altra prece.

L’Ostia è forte, ha un 11 rodato, che gioca a memoria disponendo di 8/11 di sempre presenti, l’organico è forgiato sull’ossatura consolidata della scorsa stagione con innesti importanti: mister Chiappara si è portato, da Anzio, Angeletti e Massella, con risultati eccellenti. Se a tutto ciò aggiungiamo la forma topica dei bianco-viola in questo avvio di stagione, si capisce perché finora abbiano piallato tutte le squadre che si siano presentate all’Anco Marzio.
Tutte, meno noi.
È vero i tre gol sul groppone sono una costante inquietante che va risolta, in maniera drastica; perché quelli di Piro e di Massella saranno stati pure degli eurogol imparabili anche per Saraò, ma se all’uno si fosse impedito un così celere anticipo nelle stupenda incornata del primo gol, ed all’altro di trovare lo spazio buono per calciare quella bomba millimetrica da venticinque metri, forse le cose non sarebbero a questo punto. Loro hanno una profonda autostima di se stessi, noi siamo sempre  all’ombra delle nostre potenzialità. La differenza sta soprattutto nella testa.

Dove sta oggi l’Ostiamare, in vetta a 21 punti dopo 8 giornate, lo scorso anno ci stavamo noi e sognavamo alla grande. Sappiamo tutti cosa accadde da quel giorno in poi, e come andò a parare per le nostre speranze. Il campionato non è finito, le occasioni per rilanciare le nostre chance ci sono ancora, 11 punti all’attivo sono davvero misera cosa, 10 punti di distacco dalla prima sono un abisso… ma il tempo è ancora tanto, l’organico a disposizione è in grado di garantire la svolta. Noi ci crediamo ragazzi. E voi?
Ad majora, Forza Olbia
Simprie