Zio Tonino, ha smesso di essere.
Il nostro mitico ed indimenticabile Stangalunga ci ha lasciato per affrontare il proprio immancabile viaggio verso l’Eternità.
È stato il nostro portiere “fatto in casa”, per 6 stagioni dal 1951 al ’57. Lui, assieme ai suoi amici di gioventù e spensieratezza (Gustavo, ZITO TONINOEgidio, Paolino e tutti gli altri), è passato alla “storia” per quell’elefantiaco 0-10 subito dal Foggia al nostro comunale il 4 ottobre del ’53, in quell’esordio nella nuova serie D, tanto agognato e così amaro, e di cui un giorno Gustavo Giagnoni ci raccontò: “La prima partita disputata col Fogia, fu un vero disastro. Eravamo senza squadra, all’inizio, e rimasti in 9 nella ripresa fummo travolti dalla bravura degli avversari, Ricordo Tonino, portiere, che tutte le volte che raccoglieva il pallone in fondo alla rete mi guardava e piangeva, ed io con lui. Rientrai a Cagliari, dov’ero militare, con il treno della notte, distrutto nel fisico, visto che avevo giocato senza alcun allenamento, ma soprattutto nel morale.” Quel pianto e quella disfatta sono state metabolizzate negli anni e nella storia di una, comunque esaltante epopea di rinascita e ricostruzione di quella nostra “meglio gioventù”. Oggi ne perdiamo un pezzo significativo e storicamente importante. Ed allora ciao, amico dei nostri occhi di bambini esaltati anche dalle tue prodezze, perché non ci furono solo lacrime nella tua carriera, perché in 121 gare, pur avendo subito, assieme ai tuoi compagni, 123 gol, ma per ben 51 volte (più del 40% sul totale) di palloni dalla rete non ne hai raccolto nessuno. E sei stato il nostro bravissimo numero nelle due promozioni che ci hanno riportato e riproiettato nel calcio nazionale (prima serie D, poi serie C) per questi ultimi 60 anni. Ed anche quelle tue lacrime di allora, sono state il segno più profondo del tuo amore per la nostra maglia, per la nostra storia. Adesso, amico per sempre, tocca a noi piangere per la tua dipartita…

Paghe e recreu, Amigu meu…
Simprie