In altri tempi, alle medesime condizioni di competizione e di categoria, questo scontro Grosseto-Olbia, sarebbe stato decisivo per i Play off, perché, pur occupando gli stessi posti in graduatoria, il distacco tra i 38 punti del Grosseto e i 37 dell’Olbia avrebbe dato un senso diverso a questa, comunque, importantissima sfida.
Ma con la regola dei 3 punti a vittoria e 1 per il pari, che vige dal 1993 ad oggi, il Grosseto (con 4 punti avanti a noi) è, quantomeno per noi, inattaccabile nella sua rincorsa ai playoff, anche se vincessimo.
I toscani hanno vinto 3 volte più di noi, di contro hanno anche perso più gare di noi 12 loro, mentre per noi le 10 sconfitte rappresentano, finora, un gran bel risultato visto che siamo in 7ª posizione a due sole “lunghezze” da Alessandria che ne ha perso (8) meno di tutte, mentre in seconda posizione a quota 9 sconfitte ci sono Lecco, Como, Pro Vercelli e Albinoleffe. Nessuno come noi a quota 10, come dire Terzo gradino del podio, dopo le prime della classe, medaglia di bronzo, da non dividere con nessuno.
Per questo, anzi proprio per questo meglio, molto meglio non perdere l’ultima occasione che abbiamo davanti e, perché no, riuscire nell’intento far parlare di noi come “mina vagante” capace di incidere pesantemente sullo “sprint finale” per l’ultimo posto dei playoff.
Quel 10° posto per cui sono in ballo proprio il Grosseto ed il Novara che allo stato è fuori dai giochi con 2 punti di distacco dai maremmani.
È pur vero che il Novara se la vedrà con la “primadonna” del Girone, la neo-promossa Como, che forse però anche per questo successo nel cassetto, giocherà abbastanza appagata e distesa, ma per quanto difficile possa esser battere i primi della classe, se il Novara dovesse farcela, scavalcherebbe (grazie agli scontri diretti) il Grosseto, non solo con l’Olbia vittoriosa, ma anche con un nostro pareggio allo Zecchini.
Va detto che anche per noi, chiudere la stagione a quota 50, non sarebbe solo la ciliegina sulla torta comunque prestigiosa di questa stagione. Assodato che da sempre, questa quota è quella che separa le “truppe scelte” della graduatoria, da quelle obiettivamente più modeste, noi abbiamo il Dovere di far di tutto per raggiungerla.
D’altronde questa quota, in serie C Unica (16 campionati) e C2 comunque denominata (23 campionati), per noi è sempre stata merce rara.
Finora l’abbiamo raggiunta solo in altre 3 occasioni.
La prima fu nel secondo anno di Lino De Petrillo, la sesta stagione della nostra C Unica, nel 1971-72, quando con 12 vittorie, 14 pareggi e 12 sconfitte arrivammo Noni (giusto al confine dell’eccellenza) con 38 punti, ma con l’assegnazione di 2 punti per la vittoria, che ponderati ai “valori” di oggi sarebbero esattamente i 50 punti di oggi.
Quella era l’Olbia dei Bettella, Frenati, Noccioli, Croci, Selleri, Beccati e Benesperi, ma soprattutto, per noi “made in terranoa”, dei quasi sempre presenti Petta, Guspini, Marongiu, Angelo Caocci, Nicolino “Trascheddu” e una caterva di altri giovani talenti nostrani, tra i quali in quell’anno, anche un esordiente di indimenticabile classe cristallina, Marcellino Varrucciu, venuto a mancare poco più di un mese fa.
In quella stagione il campionato lo vinse l’Ascoli, guidato da un giovane allenatore, Carlo Mazzone che, dopo questo primo exploit, completò il suo triennio portando i bianconeri, prima in B e poi in serie A nel ’73-’74. Il suo Ascoli con 58 punti (cioè 81 punti di oggi), con 23 vinte 12 pari, subì soltanto 3 sconfitte, tra cui quella al Nespoli, il 23 aprile 1972, 2-1 per noi, quando Benesperi e Marongiu, nei primi 20’ della ripresa misero al sicuro la vittoria che non venne inficiata, dal rigore segnato dal loro capitano Abramo Pagani.
Nell’epoca dei “ 3 punti”, solo altre due volte, e sempre in C2, abbiamo toccato e superato quota 50.
Accadde con Colomba in panchina, stagione 1993-94, proprio l’anno e nella categoria che, per prima sperimentò in Italia i 3 punti a vittoria.
Arrivammo 4 in classifica, con 58 punti finali (14 vittorie, 16 pareggi, 4 sconfitte), a soli 2 punti dall’Ospitaletto, secondo ma anch’esso promosso in C1, con la capolista Crevalcore (seconda squadra di Bologna) che vinse con 65 punti.
Promozione sfiorata allora, e mancata anche di recente, quando nel 2008-09, con Lino Puccica prima e Totò Vullo successivamente al timone, arriviamo 5, con 54 punti frutto di 16 vittorie, 6 pareggi e 12 sconfitte, e affrontiamo la doppia sfida playoff con Alessandria, seconda classificata dietro la promossa Varese, vincendo in casa 1-0 e perdendo al Moccagatta con lo stesso risultato, e perciò stesso eliminati per via del peggior posizionamento in classifica.
Tutte le volte che abbiamo, anche solo sfiorato, il vertice dell’eccellenza 50 l’Olbia ha anche “riscritto” la propria storia di imprese calcistiche. Come scritto sopra, non è per un caso fortuito, se Mazzone ed il suo Ascoli subirono uno dei 3 ruzzoloni proprio al Nespoli. Questo, per esempio accadde anche l’anno prima, con la Capolista Genoa, promossa in B, e comunque sconfitta al Nespoli da un strepitoso gol di Caocci, il nostro «Angelo Bianco».
Anche con Puccica, una GRANDE Olbia fu capace di espugnare il campo della Capolista Varese, con un gol di Palumbo, e pareggiare al Nespoli 1-1, gol di Crocetti e per noi una cavalcata e staffilata, alla Biancu, di Cazzola (Nella foto di “copertina” i festeggiamenti della squadra per il gol di Cazzola)
Ricordi, Nostalgie, Corsi e Ricorsi della nostra storia.
Ma anche oggi, i nostri ragazzi sanno di ESSERE una GRANDE Olbia. È per questo che hanno “largamente” pareggiato a Como, all’andata per 2-2, sbagliando un rigore decisivo con Udoh, e stravinto in casa per 3-0 in una gara da Cineteca….
Como sì, la Capolista meritatamente approdata in serie B, ma ridimensionata (e di molto) nei nostri confronti diretti.
Ed allora perché Rinunciare a QUOTA 50?
Ad Majora Ragazzi, completiamo il…. CAPOLAVORO,

Buona Partita a Tutti,
Tore Zappadu