Olbia-Giana Erminio 1-0
Olbia: Aresti; Altare, Gozzi, La Rosa; Candela (89’ Mastino), Vallocchia (77’ Pennington), Giandonato (85’ Manca), Lella, Pisano; Ogunseye (77’ Verde), Cocco; a disp.: Van der Want, Barone, Pitzalis, Zugaro, Vergara, Miceli, Biancu, Parigi; all. Brevi
Giana: Acerbis; Nolan, Montesano, Perico (76’ Duguet), Madonna, Dalla Bona, Piccoli (50’ Bellazzini), Maltese, Solerio, Perna (87’ Corti), Manconi (87’ Fumagalli); a disp.: Leoni, Gambaretti, Pedrini, Teso, Capano, Sosio, Pirola, Greselin; all.: Albé
Arbitro: Alberto Santoro di Mesina
Rete: 55’ Perna (autogol)
Note: corner 10-2; amm.: Piccoli, Altare, Solerio, Madonna. Rec.: +2’;+6’

Il primo round se lo concede l’Olbia, con merito e rimette in discussione un verdetto che (ricordando la Giana anteCovid) da troppi veniva già dato per scontato.
I bianchi hanno fatto la partita per tutti i 90’, poche le occasioni da rete, ma quelle più significative tutte appannaggio dei galluresi.
Va detto che le gare spareggio così dolorose e definitive, difficilmente mettono in mostra il meglio delle squadre che si contendono la permanenza in categoria.
Ma, questi primi 90’, hanno detto comunque una prima mezza verità: la Giana è solo la brutta copia di quella prima della sosta, vale a dire quello schiacciasassi che nel girone di ritorno aveva collezionato più punti di tutti, Monza compreso.
Di contro l’Olbia, si è calata molto meglio nella sua parte e con questo 1-0 mette nel carniere l’ottavo risultato utile consecutivo, e la quarta vittoria di fila. Di contro la Giana interrompe nel modo peggiore (dopo 5 successi consecutivi) il suo strepitoso cammino che le aveva assegnato unanime riconoscimento di critica e di punti.
E quel che è buono per noi è che, perdere non fa mai bene al morale.
Però, va comunque riprecisato che comunque vada martedì, il verdetto finale, getterà fuori dalla serie C una realtà calcistica che, senza lo stramaledetto stop forzato, si sarebbe sicuramente meritata sul campo una salvezza più che scontata ed un futuro meno gramo e problematico.
L’Olbia ha vinto perché ha provato a farlo per tutti i 90’, la Giana ha perso perché ha pensato unicamente a distruggere le velleità degli avversari, con l’intento dichiarato di portarsi a casa un pareggio che le avrebbe incrementato enormemente le possibilità di superare il turno “suicida”.
Adesso l’autogol di Perna propiziato dall’ennesimo corner  battuto da Giandonato e dalla spizzata, appena accennata, di la Rosa (il più pericoloso tra i nostri), rimette davvero tutto in discussione.
L’Olbia nei fatti non ha corso pressoché nessun pericolo, e mantiene anche in questo difficile esame quella ritrovata solidità difensiva che aveva caratterizzato le sue prestazioni nella stagione regolare prima della sosta.
Prima di questo round era la Giana che aveva nel serbatoio maggiori possibilità, adesso è lei che parte svantaggiata in quanto per salvarsi devo solo vincere, mentre all’Olbia sulla carta basterebbe anche un pareggio per riuscire nell’impresa. Molti dubbi sulla tenuta atletica, due gare di questo tenore ed intensità emotiva in 4 giorni, non sono da poco e, nonostante lo svantaggio di esperienza dell’Olbia  sia di ben 2 anni complessivi nell’età media (26,27 contro 28,27), sembra che anche sotto questo punto di vista, siano stati proprio i “giovani” di Brevi a calarsi nella parte, capaci quindi di saper gestire caratterialmente questo tipo di confronti.
Non ci vorrà molto per sapere se quel che ha detto di positivo questa bella vittoria, sia sufficiente per arrivare vittoriosi alla meta… per ora Bravi ragazzi, tutti nessuno escluso anche quelli rimasti in panchina, qualcuno dei quali tornerà probabilmente utile martedì a Gorgonzola.
Ad majora Cuori indomiti di Bianco vestiti… e come sempre OléOlbiaOlé,

Simprie.