Carrarese-Olbia 4-2
Carrarese- Forte, Mezzoni (77’ Murolo), Conson, Tedeschi (77’ Mignanelli), Ciancio, Foresta, Damiani, Valente, Cardoselli (92’ Agyei), Tavano (55’ Manneh), Infantino. A disp.: Pulidori, Murolo, Calderini, Pasciuti, Fortunati, Centonze. All.: Silvio Baldini
Olbia: Van der Want, Pisano, La Rosa (65’ Mastino), Gozzi, Pitzalis, Lella (65’ Parigi), Muroni, Pennington (77’ Vallocchia), Biancu, Verde (54’ Doratiotto), Ogunseye (77’ Manca). A disp.: Crosta, Barone, Dalla Bernardina, Zugaro, Demarcus. All.: Michele Filippi
Arbitro: Luigi Catanoso (Reggio Calabria).
Reti: 18′ Tavano, 48’ e 75’ Infantino, 50’ Tedeschi, 54’ Biancu, 60’ Doratiotto
Note: corner  5-1; amm.: Manca, Doratiotto, Ciancio; al 60’ espulso l’allenatore della Carrarese Baldini. Recupero: 0/+5’.

Eh…QUATTRO!

Agonia, senza fine…
Davvero complicato, se non impossibile, provare a giustificare una gara che per oltre 50’ ci ha visti “spettatori non paganti” di una Carrarese che ha fatto il bello ed il cattivo tempo. Tre gol, tutti subiti su corner e su piazzati; il primo addirittura un “regalo” immenso di ingenuità colpevole che nello schieramento di una barriera “ballerina” lascia un immenso “corridoio umanitario”, talmente invitante che probabilmente qualsiasi calciatore di mezza tacca l’avrebbe “centrato”, figuriamoci uno come Tavano.

1. La Barriera che…non c’è
2. Il Pallone passa alla sinistra di Ogunseye
3. il Rimbalzo prima dell’area Piccola
4. la palla finisce tra palo e portiere

Per capirci, la barriera a tre con Lella esterno ed Ogunseye il più interno rispetto alla porta era TUTTA spostata rispetto al primo palo, la stoccata del bomber marmifero è passata proprio dalla parte di Ogunseye, poi ha rimbalzato davanti a VdW e si è insaccata tra il nostro portierone (colpevole comunque nel cattivo piazzamento della barriera) ed il primo palo.

1.Tavano, lasciato colpevolmente solo, si invola sulla destra
…ma Infantino, a sinistra, è già più in là del pallone e della difesa
2. La Palla passa tra VdW e Gozzi ed arriva per il tapin ad Infantino

Che dire poi della “doppietta” di inizio ripresa? Uno schema abbastanza semplice da leggere  (evidentemente non per noi) quello messo in campo da Cardoselli, suo l’invito a Tavano (sempre lui) lasciato solo a scorazzare fino al limite dell’area, giusto per servire un tapin facile ad Infantino, per il suo primo gol su azione. Per onestà, va anche detto che Infantino parte ed arriva in netta posizione di offside, ma le immagini dicono anche che, ieri come da troppo spesso accade, i nostri difensori si marcano tra loro (ce ne sono ben 4 nei pressi di Infantino) e lasciano sempre qualcuno che davanti alla nostra porta fa quel che vuole.

Dicevamo dei “cinquanta e passa” minuti di assoluta impotenza , di fronte ad un avversario che ha collezionato cinque palle gol, una traversa, un palo, contro un Van der Want che, da par suo, a parte la sciocchezza sulla barriera di cui abbiamo parlato, qualche miracolo lo fa per salvare la rete e l’onore di una squadra brutta, ma proprio brutta da vedere.

Dopo l’ennesimo angolo “assassino” (con la sciagattata finale di Tedeschi), FINALMENTE entriamo in campo anche noi.
Oddio, niente di stratosferico, ma sicuramente benaugurante rivedere il miglior Biancu del campionato con un Pennington, comunque sempre sopra la media, che riescono a dare la scossa ad una gara compromessa. Stupendo il gol di Biancu, che poi inventa l’assist decisivo per Doratiotto e rimette in sesto le nostre coronarie ed in ambasce Baldini ed i suoi che, temono il ripetersi di angosce passate e mai dimenticate.
E, a dirla tutta, anche stavolta il colpaccio ci sarebbe riuscito se solo Vallocchia (comunque INCOMPRENSIBILE l’eterna rinuncia al suo apporto nella formazione tipo) non avesse fatto la cappellata di sprecare un bellissimo invito di Doratiotto, tutto solo davanti ad un ormai impotente ed orami battuto Forte.
Pareggio fallito e, manco a dirlo, subito ci regaliamo anche l’umiliazione del quarto gol, ancora con Infantino bravo a segnare la sua seconda rete, dopo aver “saltato” a doppia velocità Pisano (al proposito, nella sostituzione di Mastino, difficile da capire la scelta, di preferirlo a La Rosa come centrale) e Pitzalis (troppo spesso in ritardo di copertura). Un Infantino che chiude i conti su questa ennesima batosta che, per inciso, è stato persino capace di render  vano l’ennesimo “miracolo” in uscita del nostro Olandolbiese Volante.

Adesso ce la giochiamo col Como, una squadra che gioca molto bene, che ha una delle difese più forti del campionato. Tra i pali schierano il nostro mai dimenticato ex  Davide Facchin che, a ventanni esordì con noi (C2) nei professionisti, disputando 33 gare con 47 reti subite e, in ben 11 occasioni di reti non ne subì nessuna; era, per intenderci, l’anno di Puccica e del 2-0 alla Torres…
Il Como di Facchin, ha perso solo con Monza (al 91’) e Renate (al 90’), con il minimo scarto ed, è per come siamo messi Noi, probabilmente uno dei clienti più ostici da affrontare in questo momento.

Tant’è… La speranza è l’ultima a morire.
Ma, anche a vivere solo sperando, non si fa una gran bella vita.

Ad Majora Ragazzi, nunc et semper OléOlbiaOlé,
Simprie