CARRARESE-OLBIA 3-O
Carrarese (4-2-3-1): Mazzini, Valietti (79’ Grassini) Borri, Murolo (57’ Ermacora), Imperiale, Luci, Foresta (69’ Schirò), Caccavallo (79’ Doumbia), Piscopo, Calderini (57’ Manzari), Infantino. A disp: Pulidori, Tonetti, Agyei, Pavone, Fortunati, Cais. All: Silvio Baldini.
Olbia (3-4-2-1): Tornaghi, La Rosa (64’ Arboleda), Emerson, Altare, Lella (63’ Occhioni), Ladinetti, Marigosu (46’ Udoh), Cadili (85’ Secci), Pennigton, Giandonato, Gagliano (74’ Cocco). A disp; Van der Want, Barone, Di Paola, Dalla Bernardina, D’Agostino. All: Massimiliano Canzi. 
Arbitro: Maria Marotta di Sapri
Reti: 7’ Foresta; 14’ Infantino; 63’ Manzari 
Note: corner: 8-1; amm.:Lella, Giandonato, Mazzini, Udoh, Arboleda; rec.:0-5’. Nell’Olbia fanno l’esordio i classe 2000 Fabio Occhioni e il 2003 Valerio Secci, portando a 12 il numero degli esordienti in maglia bianca in questa stagione. Statisticamente Occhioni e Secci sono esattamente il numero 993° e 994° giocatore ad indossare la maglia bianca nella storia dei 79 campionati disputati dall’Olbia in 115 anni di storia.

Hanno fatto quello che hanno voluto, ci hanno sbucciato come una mela. Abissale la differenza tra questa Carrarese e la povera olbietta guidata (?) da Canzi in questa ennesima cavalcata verso la mediocrità. Quarantacinque minuti di invisibilità, con 11 uomini a fender aria fritta e farci ballare… sulla “cassa del morto”. Laddove il morto in questione era il nostro inconcludente non gioco, con l’aggiunta di una sudditanza psicologica tra ognuno dei nostri ragazzi con i rispettivi avversari. Sulle fasce entrambe, a centrocampo in mediana e alla trequarti, così come nel reparto avanzato ci hanno letteralmente subissato e cancellato dalla partita.
Mazzini e il reparto difensivo hanno potuto farsi una pennichella durata appunto 45’, senza mai essere disturbati da una azione che una, della nostra malassultata brigata granata.
Caccavallo (suoi i due assist per i due gol) e compagni hanno chiuso la gara già nel primo tempo. Poi nella ripresa, qualche piccolo sussulto di credibilità lo emettono anche i nostri virgulti. Capita anche che al 53’, per la prima volta mandiamo una palla seppur fuori misura verso la porta avversaria, con una incornata di Gagliano su servizio di Cadili. 
Poco davvero, ma meglio che niente. Al 55’ accade però una cosa strana che, con un arbitro o arbitra (scegliete voi) diversa potuto cambiare la partita. Mazzini esce alla sconsiderata su Udoh che si invola sulla, grazie ad un filtrante di Giandonato. Il portiere falcia l’attaccate e la signora Maria, fischia la punizione, e sventola tesserino giallo e non, come da regolamento, quello rosso in faccia al portiere toscano. Proteste veementi e assolutamente motivate dell’Olbia, ma Mazzini rimane in campo giusto per rispondere con un volo strepitoso alla sforbiciata aerea di Pennington (chi mai se non lui?) proprio sulla punizione, conseguente al suo fallo. Questo dignitoso ritorno di fiamma, dura poco perché al 63’ di controbalzo Manzari col sinistro sfrutta, il servizio di Valietti e l’indecisione di Altare e manda in cantina tutte le velleità di un’Olbia assolutamente mediocre, per il 3-0 definitivo. Da registrare, come segno di speranza, l’esordio di Fabio Occhioni e Valerio Secci. Due giovanissimi tra i quali il primo, Fabio che, manca di poco la soddisfazione per una clamorosa rete a pochi secondi dal suo ingresso. Il suo delizioso scavetto, su Mazzini colpisce la traversa  e sulla ribattuta, è “strepitoso” Udoh nel riuscire a colpirla un’altra volta con uno “sgraziato” colpo di testa che, a porta vuota, centra ancora il palo orizzontale con Mazzini fuori causa.
Insomma la danza attorno alla mediocrità continua, così come è pale l’assoluta insipienza di un attacco che rende snervante qualsiasi artificio verbale giustificativo. Siamo scarsi e continueremo ad esserlo, se non corriamo ai ripari. Il distanziamento tecnico e di graduatoria, rispetto anche alle squadre di seconda e terzo fascia, diventa sempre più pericolosamente incolmabile. 
Adesso attendiamo un altro verdetto col Como, nel recupero della 9 giornata. Saremo in trasferta e con questa popò di controprestazione e la concomitante vittoria dei lariani con Albinoleffe, rischiamo di andare incontro ad un mercoledì di leoni, in cui noi siamo soltanto la gazzella sacrificale per il sontuoso pranzo dei nostri avversari di turno. 
Con tutto il cuore speriamo di venire contraddetti da una prestazione ed un risultato ben diverso da questa ennesima brutta figura rimediata in questa pur breve fetta di stagione. 
Ad Majora, sempre e comunque,

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